L’annuncio di piste ciclabili divide i livornesi

“Il progetto sulle piste ciclabili a Livorno divide e non convince i livornesi.: “Inutili e pericolose”, ” Bisogna mettersi in testa che è utile andare in bicicletta”.

Laura Petreccia

Un intervento semplice, ma allo stesso tempo radicale, su strade simbolo, spesso trafficate come il Romito, via Alfieri, via De Lardarel, via Garibaldi, ( che sarà per lo più in uso per le biciclette, il traffico sarà spostato in via Terrazzini e limitrofe ), via Roma, via Del Bosco, via Grande pedonale, pedonalizzazione per via Borgo Cappuccini.

Troppo invasiva e pericolosa, idea non partecipata, primo passo per cambiare le abitudini dei livornesi. La pista ciclabile che si vuole realizzare sugli assi principali della viabilità cittadina, piano del Comune per rivoluzionare la mobilità, divide e fa discutere. Un intervento complesso ma allo stesso tempo radicale, su vie simbolo della città, spesso trafficate, dove le corsie di marcia per le auto verranno dimezzate per far posto alle due direzioni della nuova ciclabile, ricavata a ridosso dei marciapiedi con strisce sull’asfalto e segnaletica verticale, senza protezioni particolari o materiali che comporterebbero una spesa maggiore e tempi molto più lunghi dal punto di vista burocratico.

Il Comune vorrebbe mettere in atto il piano che cominciando dal cuore della città, proseguirebbe sul lungomare, da Miramare, il Romito fino a Quercianella. Intanto, in questi giorni, i livornesi, stanno familiarizzando, con la doccia fredda di nuove viabilità paventate da un progetto che presto sarà presentato in Consiglio Comunale.

Ma cosa ne pensano i livornesi?

Un coro unanime di pareri negativi di alcuni si scontrano con altri positivi: “No, il Romito no!!!”. ” See siamo a posto! Siamo alla follia!!!” ” Questi sono fuori di testa” Barbara Pellini:“Facile con 40 gradi andare al mare, in bicicletta, in salita con brandine al seguito! Rincara la dose Maria Rita Romeo:” Progetto pazzesco che ci assesterebbe la mazzata finale”

Cosa ne pensa però, chi invece utilizza la bici in città? Tra gli addetti ai lavori le opinioni sono discordanti: “E’ vero che non ci sono i cordoli?-chiede Patrizia Pacini– Ma se c’è una striscia, il ciclista sa che quella corsia è sua e se lo buttano all’aria è dalla parte della ragione ? Ribadisce Manuela Bortolotti: “Bisogna mettersi in testa che si deve andare in bicicletta”. “Gli automobilisti si abitueranno come per i parcheggi alla presenza della pista”.

Per Milena Ianigro  “Personalmente non la trovo una brutta idea, ovviamente se si trova una soluzione per chi va al mare sul Romito, occorrono parcheggi magari davanti a Calafuria dove c’era la vecchia strada”.
Leo Maggi: “La UE finanzia le piste ciclabili, ma cosa succederà alla viabilità cittadina, sarà un disastro, il comune deve riconoscere quali siano le vere esigenze della città”.

Il costo totale dell’operazione è di € 800.000 e circa la metà del finanziamento è sulle spalle dei contribuenti livornesi, mentre la Regione Toscana finanzierà per i restanti e 476.565.

Di attesa il giudizio di Massimo Netti: “Se Salvetti crea la pista per i cittadini o per altro, mi sembra un’idea un po’ spinta, un po’ troppo simpatica o labronica. Finché si parla di strade in centro città e nei quartieri, è una bella idea anche per abbattere l’inquinamento. Ma vorrei vedere il nostro sindaco Salvetti, che in pieno agosto parte in bicicletta dal palazzo civico con signora e figlio fino a Calignaia, scende a fare il bagno e poi torna a Livorno”.

Ancora voci critiche: “Qui parliamo di piste ciclabili, ma cosa raccontano? Queste corsie sarebbero sicure a Berlino e in altre città europee dove c’è condivisione della viabilità e un maggior rispetto civico, non qui. Sono a mio avviso pericolose. Le cose vanno fatte per bene, altrimenti si tratta di palliativi. Bisognava anche risistemare l’asfalto per garantire maggiore sicurezza.”

Sul tavolo restano domande aperte che molti cittadini si pongono: E’ stato valutato il provvedimento per ridurre il carico di traffico stradale? Teniamo presente l’imbottigliamento pazzesco. Non bastano due strisce per una ciclabile. S’ ipotizza di dotare Livorno di una rete di piste ciclabili di oltre 68 km anche con collegamenti con l’esterno della città, ma non si tratta solo di un’inutile improvvisazione?