Consiglio Ministri approva Decreto Ristoro

Approvato Decreto Ristori: contributi a fondo perduto con coefficiente variabile per categoria, chi deve fare domanda e chi riceve automaticamente l’indennizzo.

Il provvedimento prevede  anche la proroga della cassa integrazione per le imprese che terminano le settimane già previste dal Decreto Agosto, nuove indennità per i lavoratori del turismo e dello spettacolo, il nuovo credito d’imposta affitti negozi, la cancellazione della seconda rata IMU, la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio.

Si tratta di contributi a fondo perduto versati in automatico senza bisogno di presentare domanda a coloro che avevano già ottenuto gli analoghi contributi del decreto Rilancio, direttamente sul conto corrente in tempi relativamente brevi (entro metà novembre).

Chi invece non aveva utilizzato la precedente agevolazione (perché non compreso nella platea degli aventi diritto o perché non li aveva richiesti) dovrà presentare specifica domanda all’Agenzia delle Entrate, utilizzando la stessa procedura web già utilizzata l’estate scorsa.

La platea degli aventi diritto è più ampio rispetto a quella dei contributi a fondo perduto del dl Rilancio, perché non c’è più il paletto dei 5 milioni di fatturato.

Il meccanismo è lo stesso: ai commercianti viene versata un somma calibrata in base alla perdita di fatturato del mese di aprile. Il requisito fondamentale è il seguente: bisogna aver subito in aprile un perdita di fatturato pari ad almeno un terzo rispetto allo stesso mese del 2019. Ne hanno diritto indipendentemente dalla perdita di fatturato gli esercizi aperti dopo il primo gennaio 2019. Alla perdita di ricavi, si applicano le seguenti percentuali (in base alle bozze del provvedimento, di cui si attende conferma nel testo ufficiale):

400% discoteche, sale da ballo night-club e simili;
200% attività di intrattenimento, cultura, spettacolo, sport e giochi (cinema, teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche, organizzazione di convegni e fiere, catering per eventi, banqueting, organizzazione di feste e cerimonie, palestre, stadi, piscine, impianti sportivi, club sportivi, enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi, parchi di divertimento e parchi tematici, sale giochi e biliardi, altre attività di intrattenimento e di divertimento, centri benessere, stabilimenti termali, funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano, noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli, impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi, servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento, altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio, attività nel campo della recitazione, rappresentazioni artistiche, noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli, supporto alle rappresentazioni artistiche, attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo), attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby, attività di altre organizzazioni associative);

150% ristorazione e turismo (ristoranti, ristorazione ambulante, alberghi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence, attività di alloggio connesse alle aziende agricole, campeggi e aree attrezzate per camper e roulotte, alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero

100% bar, gelaterie, pasticcerie, esercizi senza cucina.
In ogni caso, il contributo non può essere superiore 150mila euro.