Arrestato pescatore livornese

Arrestato il comandante di un motopeschereccio livornese: per sfuggire ai controlli gettò in mare, davanti alla foce del Calambrone, un marinaio extracomunitario che aveva arruolato abusivamente.

I militari del Comando Provinciale dei Carabinieri e della Guardia costiera hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di un livornese, comandante e proprietario di un motopeschereccio della marineria locale. È accusato di aver spinto in acqua un cittadino extracomunitario arruolato abusivamente, per sfuggire ai controlli della Guardia costiera. Al pescatore è stato contestato anche il reato di “caporalato” poiché sistematicamente impiegava manodopera irregolare, composta da cittadini di vari paesi africani, sottoposti a condizioni di sfruttamento. I dettagli dell’operazione, denominata Catene, sono stati illustrati questa mattina durante una conferenza stampa, nel corso della quale sono stati spiegati i motivi dell’arresto del 46enne livornese Andrea Caroti, comandante del peschereccio Gionatan, accusato di violenza privata, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e sfruttamento del lavoro (caporalato) pagando 10 euro a chiamata.