Il Silos uno spaccato storico di Livorno

Vecchio Silos: prospettive di un binomio di recupero funzionale di archeologia industriale e attrattore del turismo. I “Silos Granari Calata Punto Franco a Livorno”, biglietto da visita per la città di Livorno. Intervista esclusiva a Il Ruspante.news , i video.

di Laura Petreccia

Una struttura inattiva da trent’anni, quella del “Silos Sgarallino”, uno spaccato storico del porto di Livorno, che oggi si presenta con una nuova pagina da riscrivere. Situato in un’area destinata alle crociere, nel triangolo tra il molo Sgarallino, la calata Siena e la calata Carrara, il fabbricato sarà presto riconsegnato alla città, per diventare il biglietto attrattore da visita con cui Livorno si presenterà ai turisti.

Abbiamo incontrato Lorenzo Riposati, Amministratore Unico Porto Industriale srl che ci illustra il recupero funzionale della struttura. Con lui il collaboratore Antonio Morozzi che svolge azioni di restauro di manufatti del Silos.

Da chi è promossa l’iniziativa di rigenerazione urbana di questa architettura industriale?

“È stato sviluppato un progetto in una visione di archeologia industriale, applicato sui “Silos Granari Calata Punto Franco a Livorno. L’iniziativa, promossa da Porto Immobiliare s.r.l. ha la finalità del recupero funzionale di questi fabbricati nel contesto più ampio della rigenerazione urbana, dal quale emergono spunti di analisi e concept sul recupero funzionale dell’ex Silos Granai”.

« È stata questa la sfida affrontata – ha detto il presidente Riposati – che auspichiamo possa essere un’occasione importante per il waterfront cittadino e per l’economia territoriale».

« Porto Immobiliare promuove iniziative a sostegno della riqualificazione del waterfront – ha dichiarato l’Amministratore Unico – riteniamo che oggi non esista innovazione valida che non si accompagni ad un percorso di valorizzazione della tradizione storica di una realtà cittadina e il Silos può diventare davvero un nuovo punto di contatto tra la città e il suo porto».

Della stessa idea anche Antonio Morozzi, di lui abbiamo apprezzato l’inizio del recupero di manufatti e dispositivi dei sistemi meccanici degli impianti di raccolta e separazione delle sementi.

La struttura architettonica del silo livornese in cemento, per lo stoccaggio e l’insilamento di cereali, posto sulla banchina del porto franco, ha innovativi sistemi di stivaggio all’interno di torri in calcestruzzo, compresi i sistemi meccanici di sollevamento e insilamento delle merci come elevatori di tazze, nastri trasportatori, coclee, tramogge che trovarono nello stile razionalista degli anni Venti e Trenta la forma architettonica del silo. Gli ambienti di lavoro visitati sono sani, luminosi e accoglienti, in grado di trasmettere un senso di ordine, coerenza e solidità.

Reposati e Morozzi sono concordi nel ritenere che la riqualificazione ed il recupero dei Silos Granari è un intervento altamente strategico per la città di Livorno, sia dal punto di vista architettonico/urbanistico che da quello turistico/economico. «La città – hanno detto – ha bisogno di un’architettura di altissima qualità, soprattutto in contesti urbani delicati e molto qualificati come quelli rappresentati dall’intero ambito della Fortezza Vecchia, un vero gioiello dell’architettura militare a livello europeo. La localizzazione del Silos e la strettissima relazione con il Terminal delle Crociere può avere significative implicazioni e ricadute in termini di attrattività turistica».

«Per questo motivo – ha rilanciato Riposati – un’iniziativa di questo tipo rappresenta un momento di grande crescita per la cultura architettonica della città, stimola il dibattito con un respiro di livello internazionale. Il momento è quanto mai propizio per dare questo nuovo slancio alla città di Livorno”.   ( foto e video di Vito Capogna )