IVA da ” rifiutare “

Torna su alcuni social la notizia, per la verità molto datata, della possibilità per tutti i cittadini di richiedere il rimborso dell’Iva relativa alle bollette della tassa rifiuti. A dirlo non è il solito buontempone di cui è pieno il sito delle bufale, ma nientemeno che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 238 del 24 luglio 2009, che ha stabilito che la TIA ( Tariffa di Igiene Ambientale ) così come disciplinata dal Decreto Ronchi è una “tassa” e non una “tariffa”, pertanto, sulla stessa non è applicabile l’IVA del 10% e pertanto è possibile richiederne il rimborso. Intervenne anche la Cassazione con due sentenze la n 3756 dell’8 marzo 2012 e la n 5078 del 2016 che confermò l’illegittimità dell’Iva sulla Tia. Oggi TARES ( Tariffa comunale sui rifiuti e sui servizi), ma inizialmente Tarsu ( Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi urbani ) e poi Tia1 e Tia2 ( tariffa Igiene Ambientale ) seppure con sigle diverse tutte hanno sempre sommato l’Iva al costo del servizio. Per ottenere il rimborso che è retroattivo, è necessario inoltrare domanda al Comune di residenza o al gestore del servizio, allegando le ricevute degli ultimi dieci anni, controllare che il Comune o il gestore nelle bollette abbiano applicato l’Iva.

Questa il modello per la domanda:

 

Spett.le

……………

Via …………., ..

…………………. (…)

Raccomandata A/R

 

 

 

 

Oggetto: richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani.

 

 

 

Il/la sottoscritto/a ………………………………………, nato/a a ………………………………………….. il ../../…., C.F.: ………………………………………..   e residente in ……………………………., Via ……………………… numero …   CAP ………, in qualità di : proprietario/ dell’immobile sito in ………………, Via …………….. n. …, iscritto al Catasto del Comune di …………………….., Sezione …., Foglio …., Pratica ………………;

 

PREMESSO CHE

 

ha regolarmente corrisposto per i/il suddetti/o immobili/e la TARSU comprensiva di Iva al 10%, come da fatture allegate alla presente.

 

Con la Sentenza numero 238/2009 la Corte Costituzionale nel rilevare la natura tributaria di TARSU e TIA, in particolare: “7.2.3.6. – […] Non esiste, del resto, una norma legislativa che espressamente assoggetti ad IVA le prestazioni del servizio di smaltimento dei rifiuti […]. Se, poi, si considerano gli elementi autoritativi sopra evidenziati, propri sia della TARSU che della TIA, entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria (da ultimo, art. 13, paragrafo 1, primo periodo, della Direttiva n. 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006; come ribadito dalla sentenza della Corte di giustizia CE del 16 settembre 2008, in causa C-288/07) esclude in via generale dall’assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità» ha di fatto inequivocabilmente escluso l’imponibilità ai fini IVA di codesta Tassa o Tariffa.

 

Ne consegue che l’Iva addebitata al sottoscritto e documentata dalle fatture in allegato risulta indebitamente corrisposta quindi

CHIEDE

 

  1. Il rimborso di quanto versato e non dovuto come da tabella riepilogativa allegata, con riferimento agli ultimi dieci anni, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti;
  2. l’immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli della suddetta voce nonché la comunicazione alla società di riscossione ai fini dell’eventuale sgravio.

 

Si rimane in attesa di un Vostro riscontro, entro e non oltre novanta giorni dal ricevimento della

presente, con l’avvertimento che, decorso inutilmente tale termine, il sottoscritto si vedrà costretto ad adire la competente Autorità Giudiziaria per la tutela dei propri diritti.

 

La presente vale ad ogni effetto di legge quale formale diffida e messa in mora, anche ai fini interruttivi della prescrizione.

 

In fede,