Ottavio Herbstritt, io minacciato perché la mia satira non piace ad alcuni

Terminate le elezioni, anche se la situazione è incerta più che mai, quindi a bocce ferme, riportiamo un’intervista del nostro Roberto Barbieri a Ottavio Herbstritt  insultato e minacciato da antagonisti politici e di cui nessun organo di stampa ha parlato.

di Roberto Barbieri

Ottavio che è successo? “Volevo andare a sentire il dibattito con Alberto Bagnai l’economista della Lega. Quando sono arrivato ho visto che c’era già la contestazione a colpi di insulti. Io e tre amici abbiamo aspettato fuori in attesa che le acque si calmassero, invece è arrivato uno di loro da me puntandomi il dito, non l’avevo mai visto prima, mi ha urlato minaccioso a provocazione se entravo, mi sono avvicinato per parlargli ma non ho fatto in tempo che mi ha mollato subito un ceffone, a quel punto sono arrivati i suoi a portarlo via, ha provato in tutti i modi di aggredirmi nuovamente urlandomi che sapevano chi ero e che mi sarebbero venuti a cercare, tutto questo davanti alle forze dell’ordine e i giornalisti.” Ma perché ce l’hanno così tanto con te, è risaputo che hai un passato da militante a sinistra. “Non so se quella sera potevo esserci io o qualcun’altro, sta di fatto che non è la prima volta che vengo minacciato anche fisicamente da certi ambienti, tutto questo è cominciato da quando sono partito con il progetto di satira politicamente scorretta con “il Kompagno che sbaglia” e come regia del gruppo “il Male necessario”. Poi sono abbastanza seguito diciamo come “opinionista di politica” sul mio profilo FB, dove non sono molto tenero con la sinistra pur essendo un socialista.” Perché? Perché il paradosso di oggi è che la sinistra è oggi la stampella del potere incontrastato finanziario, e’ ormai neanche troppo velatamente contro i lavoratori, è un discorso lungo e complesso.” Ma perché sei così odiato dagli antifascisti? Io sono antifascista e difendo i principi della Costituzione, proprio per questo motivo non comprendo minimamente la logica ANTIFA contemporanea, mi spiego meglio, la nostra carta costituente viene fatta a brandelli da un’Unione Europea, che trattati di Maastricht e di Lisbona alla mano, non ha niente di politico ed è retta completamente dalla Commissione europea non eletta da nessuno e dalla BCE. Non capisco questa guerra fra poveri dal basso ad accoltellarci a vicenda. Sei il terrore degli ANTIFA. “No guarda, pur scrivendo cose molto critiche sui centri sociali, ma apprezzando a volte alcune loro iniziative sul sociale, non ne condivido il metodo e la deriva violenta che sta prendendo sempre più piede in Italia”. Perché secondo te? Perché oggi ci dividiamo scioccamente fra antifascisti contemporanei e fascisti del terzo millennio, una follia dato il contesto storico. L’Italia del ventennio aveva un sistema economico nazionale statale. Oggi siamo in globalizzazione, tutto un altro panorama, dove bisognerebbe fermarci a riflettere sulla complessità dei fenomeni e le sfide che ci troveremo ad affrontare che vanno oltre la dicotomia neri e rossi. Guarda, che come in Europa spingono sull’antifascismo, in Ucraina difendono in piazza i nazisti con la mentalità anticomunista, è la stessa logica, il nemico oggi, la vera dittatura è il liberismo, che ci vede sempre più trasformarci in individui fluidi, privi di qualsiasi diritto ed identità, merci che circolano. Di conseguenza la stessa logica di antifascismo e fascismo è surclassata da 75 anni di storia”.
Forse é perché non ti conoscono bene. “La cosa triste è che con alcuni di loro sono cresciuto e con diversi ho mantenuto sempre buoni rapporti, così come con Luca Tacchi della Lega presente ieri, cresciuti nello stesso palazzo da quando io avevo 10 anni e lui 16. Io parlo con tutti, non faccio distinzioni ideologiche, dai marxisti alla destra sociale, dobbiamo trovare punti in comune, non solo spaccature e divergenze, quelle che per usare un termine politologico si chiamano Cleaveges, fratture appunto. Mi piacerebbe un giorno vederci tutti a contrastare il sistema monetario e questa Europa. Ieri sono andato a sentire Bagnai proprio perché sono interessato alla questione sull’uscita dall’Euro, se questo è Fascismo ditemi voi. Ad ogni modo oggi bisogna superare il concetto di sinistra e destra, la sfida è fra sovranisti e globalisti ed io mi schiero decisamente per la sovranità di Stato del mio paese, e della mia Costituzione, gli altri non so”.