ProVita: urgente un fondo salva famiglie

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri il Comunicato Stampa dell’associazione Pro Vita. Il Comunicato rafforza il pensiero del nostro editoriale di questa mattina.

Fatti non parole, 30 mila euro ai bisognosi e 15 mila mascherine in tutta Italia

Da Milano si lamentano: a causa della burocrazia l’Istituto superiore della sanità non ha ancora dato il via libera alle mascherine prodotte in Lombardia. Da Roma rispondono: presto, già nel pomeriggio, ci sarà un vertice per semplificare le procedure. Ennesima polemica aperta dal governatore Attilio Fontana in direzione dei vertici nazionali che gestiscono l’emergenza coronavirus. Questa volta il casus belli è rappresentato dal mancato via libera rilasciato dall’Iss alle mascherine prodotte in Lombardia. “Come sempre la burocrazia è terribile e non demorde“, attacca il governatore ai microfoni di Skytg24. “Noi abbiamo un’azienda che potrebbe realizzare 900mila mascherine al giorno e che potremmo immediatamente distribuire, con tessuti cercati dal Politecnico di Milano, ciononostante l’Iss ha chiesto tempo per poter rilasciare la certificazione che ci permette la distribuzione. E’ inammissibile che in una situazione di urgenza come questa ci si faccia ancora ingolfare dalla burocrazia”, è in pratica l’accusa di Fontana. Rilanciata poco dopo sia durante la conferenza stampa sul nuovo ospedale in Fiera Milano, che in consiglio regionale. L’Iss ha detto che la prima riunione per valutare questa mascherina è stata rinviata alla settimana ventura. Da lì inizia questo iter che mi auguro possa essere reso rapido. Io credo– ha concluso Fontana- che non si debba dire ‘diamo una risposta tra qualche settimana pensando di farci un piacere, ma che si dovrebbe dire ‘vi diamo una risposta tra qualche ora“.
“Oltre alle donazioni, stiamo distribuendo 15.000 mascherine filtranti ad ospizi per anziani, case di riposo e Comuni che ne hanno disperato bisogno, grazie ai nostri volontari dislocati su tutto il territorio. Fino ad oggi, la società civile esposta al contagio non ha avuto dal governo il necessario sostegno e per questo abbiamo deciso, come cittadini responsabili che mettono al centro del loro impegno civile il valore della vita, di proteggere le persone più fragili garantendo loro intanto un minimo di autodifesa attraverso la consegna di queste mascherine”.
Poi la denuncia: “In provincia di Bergamo vi sono anziani, in case di riposo, che continuano a morire sprovvisti di ogni tipo di protezione. Il nostro Governo sapeva dell’emergenza dal 30 gennaio! Basta con la propaganda: che si aiutino i nostri nonni!”.
“Ma al di là delle polemiche sulla responsabilità di questa situazione, noi ci stiamo rimboccando le maniche – hanno aggiunto – per far fronte alle continue richieste di soccorso da parte di famiglie, case di riposo e anche amministrazioni locali. Sono delle vere e proprie grida d’aiuto alle quali, nostro malgrado, non possiamo sempre rispondere”.
“Le famiglie – hanno chiesto Brandi e Coghe – sono allo stremo, è necessario istituire urgentemente un fondo salva famiglie. Poca burocrazia e una somma proporzionata in base ai componenti del nucleo familiare. Adesso è il momento di agire perché tra 15 giorni sarà troppo tardi e ci ritroveremo con il 50% delle famiglie italiane con più di 3 figli sotto la soglia di povertà”.