2018 come inzio non c’é male

 

di Roberto Olivato

La ripresa economica tanto enfatizzata da Gentiloni ed altri esponenti governativi verrà, ove ce ne fosse stato bisogno, inficiata dai balzelli predisposti per il nascituro 2018. Con questi aumenti il governo agli statali riprende molto più degli 85 euro lordi a loro concessi nell’ultimo rinnovo contrattuale. L’incremento del 5,3% di luce e del 5% del gas, corrisponderà a più del triplo rispetto all’andamento del costo della vita fissato per il 2017 all’1,5%. C’è anche da chiedersi che riflesso avranno questi aumenti nella produzione industriale, come nel commercio in genere, dove luce e gas incideranno pesantemente sui costi di ogni attività. Ma non saranno solamente la luce ed il riscaldamento a pesare sui portafogli, balzelli sono stati previsti per autostrade, assicurazioni auto, Tari, ticket sanitari, Poste e servizi bancari, ai quali si aggiunge il pagamento dei sacchetti di plastica per la spesa. Sorpresa di fine anno, per i ciclisti per i quali ogni comune si prodiga a creare piste ciclabili in ogni città, potendo usufruire il nostro Paese di ben 44 milioni di Euro che l’Unione Europea ha stanziato per la ciclabilità per gli anni 2014-2020 . Sarebbe interessante vedere come vengano spesi questi Euro. Guardando in casa e cioè a Livorno, si nota che di piste ne sono state create talmente tante da fare invidia a Copenaghen o Amsterdam, dove la bicicletta è il mezzo di trasporto più usato. La fretta di caccappararsi queste somme, fa si che molte volte queste piste vengano create senza criterio tanto per fare. Molte di esse infatti finiscono bruscamente in incroci, viali e strade cittadine, ma vista la fetta della torta europea ogni Comune si prodiga a restringere carreggiate e marciapiedi, per far posto a piste ciclabili che permettono introiti indispensabili al ripianamento di asfittici bilanci comunali. A proposito di biciclette, tutti gli amanti delle due ruote non professionisti che si dilettano in gare e passeggiate cicloturistiche se non iscritti alla Fci (federazione ciclistica italiana) dovranno pagare un canone annuale di 25 euro per aiutare ad appianare il debito di 2 milioni gravante sulle spalle della Federazione. Come si vede ci aspetta un anno veramente roseo dove, come ricordato da Gentiloni e company, s’intravede la luce in fondo al tunnel della crisi, peccato che quella luce ci costi il 5,3% . Non ci resta che attaccarci alla canna del gas se non ci costasse il 5% in più.

Buon Anno !