Differenziata si, ma dalla parte dei cittadini

 

di Roberto Olivato

Si fa un gran parlare di raccolta differenziata che sembrerebbe, almeno in altre città, la panacea dei rifiuti all’ammasso. Come ad esempio a Venezia dove se una persona non riesce a consegnare i rifiuti negli orari e giorni prestabiliti riceverà la visita del netturbino tra le 8,30 e le 12 di ogni giorno che ritira personalmente i rifiuti. Anche a Torino esistono due tipi di raccolta rifiuti, una stradale ed una domiciliare. Il servizio domiciliare è molto utile specie per persone anziane o per chi abiti distante dai punti raccolta. La premessa è d’obbligo per alcune situazioni presenti in città. In una strada privata adiacente via Goito gli abitanti per evitare di fare alcune centinaia di metri per portare i contenitori ai punti di  raccolta, hanno dovuto incaricare un’azienda privata che provvedesse alla raccolta dei contenitori  per portarli al punto raccolta, logicamente questo servizio se lo devono pagare, in aggiunta alla tassa rifiuti. Oppure una ragazza che andando a lavorare fuori Livorno lascia i  contenitori la mattina alle sette e li ritira la sera alle 19, quando è rientrata  si è vista appioppare una multa. Oppure l’ultimo caso che riguarda la chiesa di San Ferdinando dove all’interno di alcuni locali adiacenti sono ospitati circa un’ottantina di profughi e che proprio per l’elevato numero “producono” numerosi rifiuti, ma che venendo ritirati settimanalmente non offrono senz’altro un gradevole spettacolo all’ingresso della chiesa, come dimostra la foto. Perché anche a Livorno non è possibile istituire il servizio a domicilio, in orari prefissati, per casi particolari come quelli menzionati come avviene  nelle due città sopra citate? E’ apprezzabile l’impegno del Comune e di Aamps nell’aver incrementato il servizio di raccolta di materiale ingombrante, ma sarebbe anche il caso di farsi sentire più vicini ai cittadini istituendo anche una raccolta domiciliare, o è chiedere troppo?