AD OGNUNO IL SUO

Erano mesi e mesi che non pioveva e la siccità l’ha fatta da padrona per oltre novanta giorni, quindi prima o poi si aspettava la pioggia. Come si vede la natura non sta molto a sentire tante chiacchiere sul buco nell’ozono o i cambiamenti climatici, che senz’altro sono in atto ma che non impediscono oltre un certo limite l’accumulo di vapore che in questi mesi è salito in cielo e che pertanto ci ritorna sulla testa sotto forma di pioggia. Tutte cose note ed arcinote quindi prevedibili, ma non per tutti e la prova inconfutabile la si riscontra nell’allagamento di strade e viali in diverse parti della nostra città. Prendersela col sindaco o con la giunta come fanno in molti ogni volta che questi eventi accadono, non è corretto perché indipendentemente dal colore di chi governa la città, non rientra nelle competenze del primo cittadino controllare la pulizia dei tombini. Se é’ vero, come sostengono alcuni, che la violenza del nubifragio e la grande massa d’acqua caduta in circa un’ora non ha permesso un deflusso regolare, è anche vero però che il disagio è stato a macchia di leopardo in alcune zone della città allagamenti ed in altre no. Non è accettabile che nonostante la prolungata siccità, chi è preposto non abbia approfittato per visitare i tombini cittadini in previsione di un’immancabile pioggia torrenziale, come ormai le bombe ci hanno abituati. L’A.Am.P.S. ha predisposto un patto con i cittadini nella Carta dei Servizi, con l’elenco dei servizi erogati e dove si chiede la collaborazione nel mantenimento della pulizia della città. Per questo basterebbe solo servirsi dei cestini presenti sui marciapiedi, anche se ancora in numero insufficiente, dei cassonetti e delle discariche cosa che purtroppo non tutti fanno. Sacrosante richieste quelle dell’Azienda, perché effettivamente la pulizia di strade e marciapiedi è indice di educazione civica e rispetto verso la comunità. Però come si pretende collaborazione dei cittadini per la salvaguardia del decoro cittadino, così si richiede all’A.Am.P.S. di essere più efficiente nella manutenzione di tombini e scarichi di acque piovane, perché in quel caso i cittadini non possono farci nulla.                                                                                                                             Roberto Olivato