Al Rosso ci si ferma!

di Roberto Olivato

“Il medico pietoso fa le piaghe puzzolenti.” Questo proverbio calza a pennello riguardo i comportamenti del governo nella comunicazione dei provvedimenti per fronteggiare il coronavirus. Nonostante dalla Cina arrivassero notizie che  per cercare di limitare il contagio rilevato nella città di Wuhan, venne immediatamente chiusa un’area di 60 milioni di cinesi, una popolazione come la nostra, le nostre autorità anche dopo i primi casi nostrani si mossero a tentoni, con provvedimenti che definire superficiali è un eufemismo. La situazione cinese, anziché rappresentare un campanello d’allarme e malgrado l’escalation quotidiana dei contagi, le morbide ordinanze governative distribuite col contagocce contribuirono a creare più panico ed in alcuni casi anche una certa superficialità da parte di molti, nel prendere seriamente quanto veniva loro comunicato. Subito dopo il primo contagio vi é stato un susseguirsi di ottimistiche previsioni di politici e purtroppo anche di alcuni medici, innescando nella popolazione un senso d’incertezza, che portava a sperare nel meglio piuttosto che nel peggio. Con l’aumento dei casi la Lombardia ed alcune province vennero indicate come zona rossa, purtroppo la comunicazione avvenne prima che scattasse il provvedimento con una fuga in massa da nord a sud, obbligando i governatori di Puglia, Campania e Sicilia a vietare l’ingresso ai fuggiaschi, previa quarantena. A questo primo errore comunicativo é seguito quello dell’estensione del rosso a tutta la penisola, lasciando però aperti bar, ristoranti, negozi purché rispettassero le distanze di un metro e la chiusura alle ore 18, come se il virus sino a quell’ora avesse avuto altro da fare. Dopo tutte queste incertezze che hanno aumentato il caos e contribuito a creare incertezza e diffidenza fra la gente, ecco ieri sera l’ennesimo comunicato della Presidenza del Consiglio, in cui si dichiarava la chiusura di negozi, bar, ristoranti lasciando aperte però tabaccherie, farmacie, edicole, alberghi, idraulici, mezzi pubblici, banche, poste. Come si comporteranno i bar che hanno anche la rivendita di tabacchi o l’edicole poste all’interno di bar? Ma diciamoci la verità, con le decine di notizie trasmesse quotidianamente da innumerevoli  canali televisivi ed inoltre, vietando l’uscita di casa della gente, a cosa serve tenere aperte l’edicole? Visto che per l’interdizione é stato scelto il colore rosso, é risaputo che tutti devono fermarsi tranne i mezzi di soccorso in questo caso: farmacie, medici, ambulanze ed eccezionalmente alimentari. Banche e poste aperte portano la gente ad uscire di casa e le code davanti agli Istituti lo testimoniano. Quindi per alcuni il rosso si trasforma in arancione creando ancor più confusione. Forse sarebbe il caso di obbligare almeno le mascherine per chi esce da casa, ma mancando le stesse, l’obbligo non può essere impartito, alla faccia della sicurezza e della propagazione del virus. Chissà cosa ci riserverà la prossima ordinanza.