Bullismo: Buonismo e permissivismo

 

di Roberto Olivato

Il vescovo Simone Giusti nel corso dell’omelia della Festa del Voto di sabato 27 in Cattedrale, aveva richiamato la scuola a riprendere ad educare oltre che ad insegnare, auspicando il ritorno dell’insegnamento dell’Educazione Civica nelle scuole. Ieri purtroppo a Caserta la scuola suo malgrado è diventata protagonista, a seguito del ferimento al volto di un’insegnante, da parte di uno studente che rifiutandosi di essere interrogato, ha tirato fuori un coltello. Il bullismo minorile imperversa trasversalmente, a macchie di leopardo, su tutto lo stivale. Le cause? Non sappiamo di preciso cosa stia accadendo, al riguardo si stanno interrogando fior fiori di psicologi e sociologi, ma una cosa è certa: si è perso il senso dell’autorità costituita e del rispetto verso il prossimo. Quando nella famiglia, prima cellula della società, si vedono genitori difendere i propri figli, ai quali non viene mai fatto mancare nulla e dove in casa vige un totale permissivismo, appena un terzo si permette di obiettare qualcosa padre e madre vanno all’attacco. Questo avviene soprattutto nel rapporto con gli insegnati che, se per caso si permettono di rimproverare un ragazzo, vedono l’immediata discesa in campo dei genitori a difesa dei propri figli, senza domandarsi il perché del rimprovero. Dall’altra parte c’é la scuola che promette promozioni a tutti e insegnanti che amano farsi dare del tu dagli studenti, per una sorta d’innaturale buonismo. Ebbene quando famiglia e scuola, pilastri di ogni società, calano le braghe verso figli e studenti, non c’é da stupirsi di quello che accade.