Buon anno, sino a quando….

di Roberto Olivato

Mancano poche ore alla mezzanotte, nel corso della quale l’usurato 2019 passerà le consegne al giovincello spumeggiante 2020. Come consuetudine saremo bombardati sui cellulari da decine, forse centinaia e per i più sfortunati forse migliaia di auguri saturi di frasi fatte, di frasi trite e ritrite ricche di buoni propositi come :speriamo sia un anno migliore- un anno ricco di pace nel mondo e serenità- un anno nuovo senza guerre- che il 2020 sconfigga la fame nel mondo- l’augurio che il Nuovo Anno inizi bene, prosegua come desideri e termini con grandi soddisfazioni.– oppure – Buon Anno affinché i sacrifici e i progetti seminati nel 2019 possano portarci i frutti meritati- Brindo all’anno che verrà e alla tua felicità-Con l’augurio che il nuovo anno ti porti gioie inattese- Come dicevamo frasi trite e ritrite, a volte ricche di becera ipocrisia, che annualmente vengono rispolverate per esorcizzare l’incognito destino che ci accompagnerà nei prossimi 365 giorni. In realtà l’anno non c’entra per niente, l’anno nuovo ciclicamente si presenta e ci fa ripartire. Il vero augurio andrebbe fatto a tutti noi esseri umani. Sino a quando non cambieremo negli atteggiamenti, sino a quando la politica non tornerà ad essere realmente al servizio dei cittadini, sino a quando non abbandoneremo l’egocentrismo, sino a quando non riporteremo a far trionfare il bene nei nostri cuori, sino a quando l’essere umano non si libererà da prevaricazioni verso i più deboli, sino a quando la vita non tornerà ad essere valorizzata come il dono più bello offertoci, ma sarà alla mercé della droga, dell’aborto, dell’eutanasia, di violenze e soprusi, si comprende che l’Anno non ha nessuna colpa e pertanto l’augurio dobbiamo rivolgerlo a noi stessi, al meno sino a quando nei comportamenti e nel pensiero non miglioreremo realmente.