Cacciucco il nostro biglietto da visita

di Roberto Olivato

Mentre il Livorno Calcio ed il Palio Marinaro sono realtà che vivono di emozioni che si tramandano all’interno del territorio labronico, la cucina se ben veicolata può spaziare in ogni dove rendendosi ambasciatrice della nostra città. Un’ambasciatrice dell’arte culinaria livornese il cui biglietto da visita, appoggiato sui vari tavoli di ristoranti di ogni parte d’Italia, ma volendo anche all’estero, reclamizza la città dei quattro Mori più di ogni manifesto, catturando la gola dei vari commensali indirizzandoli verso il nostro territorio. Un viatico, quello della nostra gastronomia, che se aiutato e ben impostato risulterebbe essere forse il mezzo più efficace nel richiamo turistico. Ben più

efficace di tante costose manifestazioni, fini a se stesse che annualmente vengono messe in campo, ma che come fuochi di artificio finiscono appena s’illuminano per non lasciare alcuna traccia di se. Potremmo citarne diverse, ma per non fare torto a nessuno evitiamo di enunciarle. Sarebbe ora che chi amministra questa città e chi dal prossimo anno subentrerà alla guida di Livorno, prendesse finalmente in considerazione il tema del Turismo con la T maiuscola. Per Turismo deve intendersi non tanto l’Ufficio del turismo in via Pieroni,  che a tutt’oggi è ancora in attesa di vedere l’apertura, con turisti che gironzolano sconsolati davanti alle saracinesche ancora abbassate. Per Turismo s’intende l’azienda Turismo, sulla quale ogni saggia Amministrazione dovrebbe indirizzare i propri investimenti, partendo dal miglioramento della viabilità, da posti fissi di accoglienza presso gli approdi delle navi da crociera, con personale preparato e preposto a convogliare ed accompagnare i croceristi in un tour cittadino, che non è mai stato pianificato e che dovrebbe essere presente in opuscoli in tutti gli uffici informazioni presenti su ogni nave. Un tour che all’ora di pranzo permetterebbe ai turisti di gustare i piatti delle varie realtà gastronomiche dei ristoranti presenti sul nostro bel territorio ed i cui introiti permetterebbero l’assunzione di nuovo personale e sappiamo di quanto lavoro ci sia bisogno nella nostra città. Al momento di tutto ciò non si vede niente, pertanto i nostri ristoratori impegnano in prima persona le proprie risorse andando fuori città a reclamizzare la nostra ristorazione. Una strategia che spetterebbe alla politica, ma dalla quale non giungono segnali. L’ultimo caso è quello di un nostro ristoratore che si é fiondato al Eataly di Roma per far conoscere il Cacciucco e quindi Livorno. Una sorta di don Chisciotte, ma come lui ce ne sono tantissimi altri, che stanco di combattere i mulini a vento di chi dovrebbe essere preposto ad attivare la miniera del Turismo, ma che a tutt’oggi ha fatto pochissimo o nulla, si è presentato a questa manifestazione non tanto con una sua cucina personale, ma col nostro simbolo per eccellenza e che va a vantaggio di tutta la città: il C a c c i u c c o.