Cacciucco, meno orgoglio e più rispetto

di Roberto Olivato

In attesa che l’elefantiaca gestazione politica partorisca il topolino governativo, anche se tanti ma girano ancora fra i corridoi dei Palazzi romani, ebbene mentre a Roma l’orecchio è concentrato sul lavorio dei giallo-verdi come sono stati soprannominati 5Stelle e Lega, a Livorno l’occhio é sul concentrato di pomodoro che fra circa un mese diventerà elemento importante nella preparazione del Cacciucco. Partirà infatti venerdì 15 giugno per terminare domenica 17, la terza edizione del

Cacciucco Pride. Su queste colonne avevamo già ampiamente criticato l’abbinamento di un sostantivo anglosassone, ad un piatto prettamente livornese e quindi italiano. Ma la testardaggine con la quale si perseveri nell’ abbinare Pride anziché Orgoglio, al Cacciucco, la dice lunga su quanto questa manifestazione intenda promuovere il piatto per eccellenza della cucina livornese, ma usarlo come scusa solo per fare un po’ di casino. L’abbinamento al Pride sarebbe stato più indicato farlo col ponce livornese la cui preparazione richiede solo qualche minuto, a differenza di un piatto artistico come il Cacciucco che necessita di sapienti alchimie e di lunga preparazione. Più che un inno al Cacciucco questo Pride appare una miscellanea d’iniziative simili ne più ne meno a quelle che vengono allestite per Effetto Venezia, facendo diventare questa tre giorni cacciucchiana una sorta di provino della festa del popolare quartiere. Del resto di quanto sia poco sentita l’importanza storica e culinaria che il Cacciucco racchiude in se e quanto poco rispetto è stato riservato agli operatori della ristorazione, lo si vede da alcune foto, tratte da uno spot che dovrebbe reclamizzare il piatto delle 5C e che invece viene trattato, è il caso di dire, a pesci in faccia. A quanti palati, curiosi di assaporare il Cacciucco, verrebbe il desiderio di gustarne una porzione, dopo aver visto l’ immagine che vi proponiamo e che è una fra le tante dello spot ?