Centrodestra già al nastro di partenza, scalda i motori

di Roberto Olivato

Sono passate appena 48 ore dalle dichiarazioni di Giorgia Meloni, che reclamava la conferma delle regole vigenti nel cdx dal 2018 per la scelta del premier e ieri sera, al termine della riunione Berlusconi, Salvini e Meloni, non solo hanno ribadito tale regola e cioè che il partito della cooalizione che prenderà più voti esprimerà il premier, ma è stato superato anche lo scoglio dei collegi uninominali che ha visto assegnare a FdI 98 seggi, Lega 70, FI compreso Udc 42 e 11 a Noi con l’Italia più Coraggio Italia.

La riunione durata appena tre ore, ha sancito la compattezza del cdx e che, dopo aver chiarito ed appianato i dubbi sollevati dalla Meloni, si posiziona sin d’ora alla partenza della gara elettorale con un’autovettura collaudatissima.

In casa del csx si stanno ancora dando da fare i meccanici in attesa di capirci qualcosa, perchè sono evidenti le difficoltà di Letta di assemblare un’auto con tanti pezzi eterogenei e senza alcun collaudo, che rischia di presentarsi alla partenza col motore già ingolfato, mentre la gara è già iniziata ed il centrosinistra non ha ancora iniziato i giri di prova.

Il rischio è che ospitando tutti sulla sua auto, Letta rischi di sbandare alla prima curva rappresentata dai diversi programmi che i vari segretari di partito vorranno far prevalere, anche se molti non si sentono ancora sicuri del pilota.

Uno sbandamento nel corso della gara è sempre possibile, vista l’eterogeneità dei partecipanti all’ammucchiata del csx, che però una volta saliti a bordo, non potranno più scendere e questo è uno dei motivi dei tentennamenti di molti, fra i quali Calenda e Renzi.

La corsa vedrà anche partecipare i 5Stelle in solitaria, su una cinquecento a forma di scatoletta di tonno, che rischia di arrivare al traguardo con le gomme e ossa rotte.