Contro le occupazioni un serio piano casa

(foto di Silvia Porciani)

L’ esigenza abitativa sembra essere ormai il primo problema di questo ventunesimo secolo. Negli ultimi quarant’anni il problema casa si è ingigantito a dismisura in tutto il Paese. Il mancato rinnovo del blocco degli sfratti e il perdurare della crisi di questi ultimi anni, hanno contribuito ad acuire una crisi abitativa dopo che negli anni ’60 il piano casa Fanfani ,che prese il nome del suo ideatore, permise di garantire un tetto a famiglie a basso reddito. D’allora nessuna seria politica abitativa é stata attuata e così complice la crisi, molte famiglie sono rimaste senza reddito e gli sfratti la fanno da padrone in ogni città, portando ad occupazioni illegali di stabili. L’ultimo caso è di oggi 25 settembre, nella vicina Navacchio, dove una madre assieme ai suoi tre figli é salita sul tetto dell’edificio dei Servizi Sociali per protestare contro lo sfratto, subito per il mancato pagamento dell’affitto, causa la perdita di lavoro e quindi sarebbe da considerare morosa incolpevole, come previsto dal decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 30.03.2016 che ha fissato un fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, invece non ha avuto nessun aiuto ne dal comune e tanto meno dai servizi sociali . Forse sarebbe ora che si rimettesse mano ad un serio piano per la ristrutturazione di beni demaniali abbandonati e oggi occupati abusivamente, anziché alle miriadi di piste ciclabili. Ristrutturazioni che aiuterebbero anche a rimettere in moto l’asfittico mondo dell’edilizia, da sempre volano dell’economia.

                                                                                                                        Roberto Olivato