Corridoi umanitari a Mariupol? Solo un ricatto di Putin

di Roberto Olivato

Dopo le balle iniziali nelle quali veniva negata ogni intenzione della Russia di attaccare l’Ucraina, ieri Putin ha dato il meglio di se dichiarando l’apertura di corridoi umanitari a Mariupol, dove da giorni è sotto attacco l’acciaieria di Azvostal, da parte delle truppe russe.

Il buon Putin si è detto disposto all’apertura dei corridoi suddetti, solo a fronte di una resa delle truppe ucraine che continuano a difendersi all’interno dell’acciaieria a salvaguardia della propria sovranità nazionale.

Un mano tesa quella putiana, coperta da un guanto di ricatto: ” Possibile l’evacuazione di civili se però prima avviene la resa dei combattenti ucraini .”

Un ricatto bello e buono che la dice lunga sulla volontà di Putin di rendere più “umano” questo conflitto. Una falsa umanittà rivolta ai civili a fronte di un ultimatum alle truppe dell’esercito ucraino che, vista la resistenza che oppongono da giorni ai militari russi, rivela in realtà come i corridoi umanitari del 5, 6 e 7 maggio, concordati fra Zelenski e Putin, abbiano il solo scopo, dal punto di vista russo, di stanare e portare alla resa i militari ucraini, infischiandosene della popolazione rifugiata all’interno dell’acciaieria.