Cri SI o Cri NO

di Roberto Olivato

Siamo stati allevati in più di settant’anni di Repubblica con scenari di governi dai toni variopinti varioideologici, dai monocolore, alla composizione di geometrie di tripartiti, quadripartiti, pentapartiti, in molti casi alleanze ibride come quella degli anni sessanta fra DC (Democrazia Cristiana) col sostegno del MSI (Movimento Sociale Italiano) nel governo Tambroni e dopo negli anni settanta fra Dc e PCI (Partito Comunista Italiano). Ne abbiamo viste di tutti i colori e quindi pensavamo di essere vaccinati anche verso questa ennesima paventata crisi GialloVerde. In realtà il clima delle crisi degli anni sessanta era foriero di nuove alleanze preparate dai Partiti già nel corso delle legislature ed una volta deciso di rompere si rompeva per avviarsi ad elezioni per una nuova legislatura. Quella che alle ore 21 di oggi 8 agosto, non si è capito ancora cosa sia, è una crisi che più che essere minacciata dalla Lega, sembra essere un logorante stillicidio verso i 5Stelle per portarli ad una resa dei conti dove Salvini, dopo aver pazientato come lui dice per troppi mesi su questioni imprescindibili per i leghisti, cerca di mettere in ginocchio Di Maio e tutti isuoi per portare i 5Stelle a staccare loro la spina . Pentastelati che oltre allo spauracchio delle elezioni che li vedrebbe dimezzati dalle ultime politiche, sono ingessati dal loro statuto che non prevede il secondo mandato. Una situazione Kafkiana che senz’altro cela qualche motivazione non conosciuta anche agli addetti ai lavori. Cosa succederà non si sa. Una cosa è certa, se Salvini volesse la crisi l’avrebbe già chiesta ed invece da ventiquattr’ore si continua a minacciarla, ma a tutt’ora non si è ancora visto il colpo di reni. Una sorta di braccio di ferro giallo verde per vedere chi cederà per primo a questo logorio. Ma nel frattempo Conte c’é o non c’é ? In realtà ha dimostrato di esserci ed alle ore 22,50 e dopo una tirato di orecchie a Salvini che ha invitato a rispettare i ruoli, ha ricordato di essere lui a dover convocare le Camere in seduta comune. Dalle parole del Premier si è capito che la crisi dovrebbe essere ormai aperta, anche se Conte ha ricordato al capo leghista che prima delle elezioni ci sono dei passaggi istituzionali ai quale anche la Lega dovrà soggiacere. Che ruolo avrà il Presidente del Consiglio in questa fase, lo vedremo nei prossimi giorni.