Da oggi al 4 marzo caccia alla poltrona, ecco perché

 

di Roberto Olivato

L’articolo 88 della Costituzione recita: Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse ed è quello che il Presidente Mattarella ha fatto oggi alle 15 e subito dopo, il Consiglio dei ministri ha fissato al 4 marzo l’apertura dei seggi elettorali. Il 23 marzo avremo la prima seduta del Parlamento della XVIII legislatura. Chiunque esca vincitore dalla tenzone vedrà riconfermato il proprio reddito parlamentare se già deputato, o si troverà di punto i bianco con un copioso conto corrente che mensilmente tra voce stipendio, indennità e rimborsi spese, si gonfierà al pari di quello dello stipendio medio però annuo, di un mortale cittadino, nel 1947 venne così deciso”Ai membri del Parlamento è corrisposta un’indennità mensile di Lire 65.000, nonché un rimborso spese per i giorni delle sedute parlamentari alle quali essi partecipano”. Che rapportato ai nostri giorni ed in Euro equivarrebbero 1.230 euro fissi più un gettone da Lire 5000 circa 100 euro scarsi al giorno alla presenza effettiva. Togliendo fine settimana più i lunedì e i venerdì, in cui le convocazioni sono rare, non più di 2.500 euro al mese dunque. Tutto esentasse, visto che lo stipendio era considerato un rimborso spese e non un reddito. Il dettaglio dei compensi dalla prima legislatura sin a quella del 2012 lo troviamo in una tabella di Paolo Fantauzzi pubblicata sull’Espresso del 2014, fonte: su dati Ansa, Banca d’Italia e Camera dei Deputati – Dalle quali emerge come il divario fra lavoratori e parlamentari sia passato nel corso degli anni a vantaggio di questi ultimi da 3 a più di dodici volte uno stipendio medio, il tutto alla faccia della crisi.
Cifre dal 1946 al 2000 in lire. Cifre dal 2002 ad oggi in euro

PARLAMENTARE                                          OPERAIO
Anni INDENNITA’  RIMBORSI  Totale      Stipendio Rapporto stipendi
1946 25.000         15.000        40.000          13.000           3,08
1947 50.000         15.000        65.000         20.000           3,25
1948 65.000         60.000      125.000         36.000           3,47
1963 65.000        435.000     500.000         62.000           8,06
1975 1.067.000   254.000   1.321.000       227.083           5,82
1977 1.114.686   270.000   1.384.686       342.083           4,05
1982 3.618.564   750.000   4.368.564       745.167           5,86
1987 5.880.458   837.000   6.717.458    1.077.083           6,24
1995 7.811.690 4.001.100 11.812.790   1.549.666           7,62
2000 9.237.228 15.332.000 24.569.228 1.762.812         13,94
2002 5.100              9.064        14.164            948          14,94
2004 5.522             10.041       15.563         1.034          15,05
2006 5.635             10.041       15.676         1.096          14,30
2012 5.247               8.783       14.030         1.095          12,81

Deputati e Senatori percepiscono cifre diverse, i primi un’indennità lorda di 11.703 euro (5.346,54 euro mensili netti), a cui si aggiungono la diaria di 3.503,11 euro, il rimborso per spese di mandato di 3.690 euro, 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e una cifra compresa tra 3.323,70 e 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti, per un totale di € 13971,35. I Senatori invece hanno diritto ad un’indennità lorda di 11.555 euro al mese (5.304,89 euro netti), alla diaria di 3.500 euro, rimborso per le spese di mandato pari a 4.180 euro, 1.650 mensili per rimborsi forfettari per trasporti e telefono arrivando a € 14634,89