Draghi si, Draghi no, Draghi ma

di Roberto Olivato

Siamo al secondo giorno delle votazioni per il Presidente della Repubblica ed a tutt’oggi, 25 gennaio, i giochi non sono ancora fatti.

Ai nostri occhi sembra che queste apparenti incertezze, testimoniate dalla totalità delle schede bianche, rappresenti piuttosto la ricerca di una via di fuga a Draghi nel caso venisse votato quale tredicesimo Presidente.

Molto probabilmente a frenare il voto unanime a Draghi è il diniego dei 5Stelle per timore di elezioni anticipate al quale, in vista di futuri scenari di elezioni politiche, si è adeguato il Pd.

La teoria dei 5Stelle è che Draghi resti per completare il lavoro intrapreso, quale garante dei finanziamenti europei. In realtà lo spauracchio di elezioni anticipate è il vero motore che anima i grillini. Molto probabilmente lo scontro è tutto qui, come dimostra l’attivismo di Draghi nell’aver contattato tutti i capi partito, ai quali avrà dato garanzie sul proseguo del nuovo esecutivo sulla linea da lui tracciata, anche nel caso di una sua elezione a Capo dello Stato.

Dal numero di schede bianche, che testimoniano l’insicurezza che serpeggia fra i Partiti, si deduce che non tutti gli credono.

I pentastellati sentono il fiato sul collo di Forza Italia che in caso di salita al Colle di Draghi ha fatto sapere di poter abbandonare la maggioranza ma anche la Lega, chiedendo un rimpasto governativo mette a rischio il prossimo Governo, ma soprattutto Fratelli d’Italia pronto a forzare la mano per addivenire ad elezioni anticipate qualora Draghi salisse al Quirinale.

Ecco forse il nodo della matassa è tutto qui: quali garanzie soprattutto i 5Stelle, chiederanno a Draghi per votarlo? Se invece non sarà lui a salire al Colle, quali cambiamenti potrebbero essere chiesti dall’attuale maggioranza, per non mettere a rischio la tenuta del Governo?

Nel frattempo il Centrodestra compatto ha proposto poche ore fa i tre suoi papabili, che potrebbero fare da paravento alla candidatura magari della Casellati, anche se la candidatura di Draghi non è uscita totalmente di scena:

Marcello Pera ex presidente del Senato, filosofo e saggista
Letizia Moratti ex sindaco di Milano, assessore alla sanità lombarda
Carlo Nordio ex magistrato