Due pesi e due misure

Nell’editoriale di ieri avevamo parlato di una famiglia, madre e tre figli, di Navacchio sfrattata per non aver pagato più l’affitto da alcuni mesi, a causa della perdita del lavoro della madre, nonostante un decreto del Ministero e dei Trasporti aveva stabilito che tale azione non poteva essere messa in atto per inquilini morosi incolpevoli, ma si vede che in Italia le leggi vengono applicate quando conviene. La prova? Mentre a Navacchio in provincia di Pisa si ignorava un Decreto ministeriale, a San Martino di Fiastra in provincia di Macerata, Giuseppina Fattori, una novantacinquenne é balzata alle cronache per esser stata sfrattata dalla sua casetta in legno, perché secondo la legge non era in possesso di un’autorizzazione per l’abitabilità. Una casetta in legno,  fatta costruire su un terreno di sua proprietà e pagata dalle figlie. Del resto, dicono le figlie, la mamma alla sua età non voleva vivere in un container dopo che tutto il suo paese era stato raso al suolo dal terremoto, così pensammo di acquistare una casetta in legno. Lex dura lex, il Comune di Fiastra l’ha sfrattata dalla sua casa in quanto mancante di un permesso di abitabilità o per una fantomatica lesione paesaggistica. Due pesi e due misure, da una parte a Navacchio non si tiene conto di un Decreto Ministeriale e si sfratta, dall’altra il Comune di Fiastra applica una norma che prevede lo sfratto in caso d’inadempienza nella documentazione necessaria per ottenere l’abitabilità di una casetta. Quello che sconcerta in tutte e due le vicende è la mancanza di umanità che si è riscontrata nei due provvedimenti. Al di là di decreti e norme, siamo davanti a due casi umani e non di occupazioni abusive, si parla di due donne e non abbiamo visto movimenti femministi intervenire a difesa di due di loro. Molto probabilmente se fossero state cagne o gatte, il mondo animalista si sarebbe mosso all’ unisono, come è avvenuto per circa una quarantina di quattro zampe terremotati, accolti amorevolmente nel canile del comune  di Trebbo di Reno, che ha garantito a tutti vitto e alloggio.

                                                                                                                                                Roberto Olivato