Ennesima rissa, fino a quando?

In poco meno di una settimana in piazza Cavour mercoledì sera è avvenuto l’ennesimo atto di violenza per mano di un tunisino, che armato di coltello ha ferito alcuni avventori di una pizzeria Kebab. Questi episodi in centro città, dimostrano come la delinquenza si stia spostando dalle zone nord, quali piazza della Repubblica, piazza Garibaldi, piazza dei Mille, via Terrazzini, via Sant’ Andrea, via Garibaldi, da qualche mese più presidiate dalle forze dell’ordine, verso il centro cittadino, zona non ritenuta a rischio almeno sino ai recenti fatti. Dopo quanto accaduto è auspicabile che vengano attuate misure idonee a frenare il dilagare della violenza, scoraggiando i più facinorosi e magari, una volta fermati, sbatterli in galera. L’autore della rissa di mercoledì sera, sembra fosse una conoscenza delle forze di polizia, in quanto già segnalato per reati legati allo spaccio di droga. E’ auspicabile che dopo questo gesto, il tunisino veda finalmente aprirsi le porte del carcere, ma nel contempo sarebbe auspicabile vedere meglio presidiate anche le aree centrali della città, dove di notte schiamazzi ed urla sono sempre più frequenti. Senz’altro l’assenza di leggi più severe e la mancata certezza delle pene da scontare, rendono vani i fermi delle forze dell’ordine che però con una maggiore e più capillare presenza territoriale preventiva, riuscirebbero molto probabilmente a scoraggiare anche le teste più calde. La carenza di personale è alla base dei ridotti controlli ed anche la presenza di pattuglie dell’esercito, anche se positive nella prevenzione, sono limitate in caso di fermi senza la presenza di un tutore dell’ordine. Sarebbe quindi auspicabile l’impiego di uomini del Tuscania che, quali Carabinieri, non avrebbero necessità di alcun supporto da parte delle altre forze dell’ordine. E’ anche vero che l’impiego di tale Reparto è in un’ottica diversa da quella dell’ordine pubblico cittadino, ma a mali estremi estremi rimedi, prima che da qualche rissa ci scappi il morto.

                                                                                                                             Roberto Olivato