Ennesima violenza in Venezia, Salvetti e Questore cambino musica

di Roberto Olivato

Mentre tutta l’attenzione è spostata sui dati del Covid, vaccinazioni, green pass, sembra essere venuta meno, ma non sappiamo se veramente sia stato mai messo in campo ( tranne che per alcune sere ), il controllo de La Venezia lasciando il territorio ed i soliti abitanti in balia di bande di ragazzi ubriachi  o sotto l’effetto di altre sostanze, che fanno bella mostra di se con schiamazzi e violenze di ogni genere.

Un territorio che la sera è invaso anche da senza fissa dimora che lasciano, nei pressi di piazza Anita Garibaldi, decine di bottiglie, bicchieri e contenitori di ogni genere oltre che a escrementi.

Gli appelli di Salvetti, del questore e degli abitanti sono ripetutamente inascoltati.

A quando un presidio, più presidi fissi o pattugliamenti di Forze dell’Ordine nel quartiere più vandalizzato della città?

Le parole, anche per coloro che si sono sempre dichiarati contrari a forme repressive, non bastano più.

Il ferimento della ragazza diciottenne, avvenuta ieri notte 9 gennaio, testimonia quanto sia sempre presente la violenza in Venezia.

Forse, come sempre, si aspetta il morto prima d’intervenire.

Al primo cittadino che a tutt’oggi ha preferito il dialogo ad interventi preventivi, si chiede di cambiare lo spartito se vuole cambiare la musica che ogni fine settimana offre acuti di violenza e vandalismo a scapito del quieto vivere dei cittadini.

E’ inspiegabile ed ingiustificabile il perdurare dell’assenza delle Istituzioni nella gestione, non dell’intera città, ma di un quartiere che continua ad essere regno dell’illegalità.  ( in copertina foto d’archivio )