Festa della natività di Maria Santissima

Sempre tanta gente per il compleanno di Maria. Il vescovo, meno relativismo e più amore per mantenere sempre giovane il nostro cuore dove alloggia Dio. Sull’immigrazione, accoglienza si ma con una pianificata integrazione.

Tantissima gente sul Sagrato di Montenero per la chiusura del 70esimo anniversario della proclamazione di Maria Santissima di Montenero a Patrona della Toscana. Come annualmente avviene in occasione della festività dell’8 settembre, festa della natività di Maria. La bellezza dell’universo donatoci da Dio è stata la prolusione del discorso del vescovo Simone Giusti, giunto al Santuario di Montenero in processione dal piazzale Giovanni XXIII, preceduto dai labari e volontari della Misericordia, dell’Ordine Militare di Malta, della Svs, dell’associazione carabinieri e quella della Polizia di Stato e da tantissimi fedeli. “ Assistiamo a terremoti, uragani, eventi naturali che si ripetono nel tempo, ma stiamo vivendo crisi internazionali dove si sentono venti di guerra e questo non è colpa della natura, ma dell’uomo. Assistiamo ad un crescendo di femminicidi, perché non diamo più valore alla vita umana e questo è il frutto della libertà dei sessi. Sembra un  mondo allo sbando – ha proseguito monsignor Giusti- e forse lo è perché la nostra società del relativismo, dove non si distingue più il bene dal male, dove l’egoismo e l’egocentrismo portano a mettere in primo piano l’io a scapito dell’altro, ci hanno fatto perdere il senso del valore della vita ”. Da questo concetto il vescovo è tornato all’inizio del suo intervento riportando al centro il tema della Natività di Maria, “ Donna umile e piena di amore in Dio al quale non disse di no quando le chiese di diventare madre di Gesù. Lei seppe accettare la volontà di Dio perché aveva Fede in lui, quella Fede deve guidare la nostra vita ed essere sempre presente in noi, sapendo che nei momenti difficili sappiamo che lei è pronta ad aiutarci, a intercedere per noi basta sapersi rivolgere a lei con il cuore. Solo chi ha nel cuore la Fede invecchia esteriormente ma non dentro, perché nel cuore buono è presente Dio che ci aiuta a superare ogni difficoltà.” Al termine della celebrazione Eucaristica abbiamo chiesto a monsignor Giusti un giudizio sulla violenza che sembra imperversare nelle ore notturne in città, dove sono maggiormente stranieri gli autori di tali atti. Monsignore, la Cei per la prima volta ha ammesso che l’accoglienza va bene, ma poi deve esserci il rispetto delle regole “ La violenza preoccupa, ma non è questione di ordine pubblico, forse carenza d’integrazione anche a causa di una non perfetta distribuzione sul territorio. Il discorso dell’accoglienza è molto ampio, perché una volta accolte a queste persone andrebbe dato un lavoro, un’abitazione solo così potremmo garantire un’integrazione, ma quando casa e lavoro non ci sono neanche per i nostri l’accoglienza diventa difficile,   quindi dovrebbe esserci un’accoglienza graduale, ma il problema è troppo complesso per rispondere in due parole”.

                                                                                                                                                                             Roberto Olivato