Assente la prevenzione

“Siamo in piena emergenza – aveva detto il sindaco Nogarin in mattinata . Una situazione del genere non era prevedibile in alcun modo. Il livello di allerta diramato dalla Protezione Civile Regionale nella giornata di ieri non era sicuramente quello massimo attestandosi su un livello arancione, rosso solo per la Liguria”. Queste le parole del sindaco che giustamente non ha ribattuto alle parole del governatore Enrico Rossi, che accusava la giunta di non aver preso i dovuti provvedimenti. Effettivamente di fronte ad una così immane tragedia che ha visto contate sette vittime, non c’è che da tacere e procedere a riportare alla normalità tutta la zona di Ardenza. Una cosa ci permettiamo di sottolineare, senza con questo voler polemizzare come giustamente ha detto Nogarin, però ci teniamo a far presente che a parte la violenta bomba d’acqua, se i corsi d’acqua ed il Rio Ardenza specialmente, fosse stato periodicamente dragato forse questo nubifragio non avrebbe fatto vittime. Il Rio Ardenza lungo 11 chilometri è il principale torrente delle colline livornesi, nel corso del suo percorso riceve gli affluenti Botro Rosso, Botro del Molino e Botro le Brescie, per giungere sino al mare in località tre ponti a cui d’ alcuni anni sono state aggiunte altre due arcate per agevolare il deflusso delle acque. Purtroppo mancando un’opera preventiva di pulizia del letto, i detriti di ogni genere presenti alla foce ed un fitto canneto cresciuto nel corso degli ultimi mesi hanno fatto da tappo, costringendo il torrente, che per circa due terzi scorre sotto il manto stradale, in caso di esondazione a trovare altre vie d’uscita e questo molto probabilmente è quello che è avvenuto. Quindi più prevenzione, come avevamo avuto modo di ricordare alcune settimane fa su queste pagine.

                                                                                                                                                                         Roberto Olivato