Forse il ministro dovrebbe sperare nel Crocifisso

di Roberto Olivato

“Il Crocifisso nelle aule scolastiche non è un simbolo divisivo. Qui non si tratta di una questione confessionale, ma di civiltà e di appartenenza a una cultura intrisa di cristianesimo e anche di ciò che ne è scaturito in termini di accoglienza e di integrazione”. Lo ha affermato monsignor Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, a seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che ha proposto di togliere i crocifissi dalle scuole. “Non mi permetto di giudicare la fede degli altri. Ricordo che i simboli religiosi, nella loro funzione, rimandano sempre a qualcosa d’altro. È questo il loro significato”, ha aggiunto mons. Russo, citando i due pronunciamenti del Consiglio di Stato, la sentenza della Corte Costituzionale e quella della Grand Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. “Sappiamo tutti quanto le radici cristiane hanno segnato l’essenza della nostra civiltà, della nostra cultura, della nostra essenza. Ostentare i simboli senza avere una coerenza di vita è fuorviante. Attaccare le radici senza riflettere su ciò che siamo è altrettanto errato”, conclude il segretario generale che, in merito alla laicità,  ricorda che sono proprio i pronunciamenti citati a darne “una lettura positiva e non ristrettiva”: in questo senso, “il Crocifisso nelle aule scolastiche ha una funzione simbolica, altamente educativa”. Questo quanto riportato dal quotidiano della Diocesi La Settimana a firma Chiara Domenici. Desideriamo aggiungere a questo articolo, anche un nostro pensiero e cioè che togliere il crocifisso dalle aule, come proposto dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, in quanto il simbolo del cristianesimo rischia, secondo lui,  di creare una discriminazione verso alunni di altre religioni, porterebbe in realtà a discriminare per primi i nostri ragazzi ai quali verrebbe sottratto il simbolo che racchiude in se le radici del cristianesimo, nel quale sono nati e cresciuti. I problemi scolastici sono altri come la ristrutturazione della scuole:  In Italia ci sono attualmente 40.151 edifici scolastici attivi, di cui 22.000 costruiti prima del 1970. Purtroppo però ancora il 59,5% degli edifici scolastici risulta tuttora privo del certificato di prevenzione incendi e il 53,8% non ha quello di agibilità ed abitabilità, a queste inefficienze strutturali si aggiunga la mancanza d’insegnanti ed il quadro é completo nella sua drammaticità e forse l’unica salvezza, per uscire da questa pesante ed atavica problematica scolastica, il ministro dovrebbe riporla proprio nel crocifisso.