Gli alimentari primeggiano a Natale

Gli alimentari in testa nelle vendite natalizie, calano quelle nella grande distribuzione a vantaggio del web cresciuto del 15% in quattro anni.

di Roberto Olivato

Ultime ore per gli acquisti natalizi che, stando ai negozianti, non sono stati sfavillanti come ormai avviene da qualche anno. Effettivamente girando per la città, le uniche attività commerciali che vedono la coda di gente al bancone, sono solo le farmacie. Il resto dei negozi assiste impotente allo struscio di passanti che non si azzardono a mettere piede nelle botteghe, nonostante le invitanti porte aperte. Del resto con i saldi che ormai ci accompagnano per quasi tutto l’anno e dopo l’ultima novità del Black Friday, chi doveva spendere in regali lo ha già fatto e molti hanno già acquistato via internet. Secondo la statistica della Confcommercio di Lazio-Nord i generi alimentari si confermano anche per il 2019 la tipologia di regalo più diffusa (73,3%), ma tra i prodotti maggiormente acquistati salgono giocattoli  (55%), capi di abbigliamento (47,1%), libri ed e-book (45,5%), trattamenti di bellezza (43% ), film, dvd e musica digitale (16,6%), viaggi (6,6%). Quanto al budget di spesa previsto, la quasi totalità dei consumatori stanzierà una cifra non superiore a 300 euro, con una spesa media in linea con lo scorso anno (circa 170 euro a testa), anche se per la verità le medie come quella del pollo, non tengono conto di coloro che non spendono nulla perché in stato di povertà. Nonostante questi rassicuranti dati che dimostrano una crescita nelle vendite per alcune tipologie di articoli, sono sempre più numerosi coloro che, nel mese di dicembre, ricorrono al web. Negli ultimi 10 anni sono passati dal 3,8% a quasi il 55%, percentuale che sale ulteriormente nel periodo delle campagne scontistiche di novembre come Black Friday e Cyber Monday; risulta in aumento sia la percentuale di chi cerca i prodotti nel negozio tradizionale per poi acquistarli online (il fenomeno dello «showrooming”), sia la quota di chi cerca il prodotto online e successivamente lo acquista nel negozio tradizionale (“reverse Showrooming”); in entrambi i casi, i prodotti più cercati prima dell’acquisto sono i capi di abbigliamento. Una ricerca realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research. Il Natale 2019 vede in diminuzione il dato sugli acquisti di Natale che saranno effettuati presso i punti di vendita della grande distribuzione organizzata (71,2% rispetto al 74,1% del 2018 e al 75,7% del 2017), mentre è in linea con lo scorso anno l’utilizzo dei punti di vendita della distribuzione tradizionale (57% contro il 57,7%). Ma è il Web a crescere come canale preferenziale per l’acquisto dei regali di Natale (54,8% nel 2019, contro il 50,8% del 2018, il 47,8% del 2017, il 44% del 2016 e il 39,6% del 2015). Il dato è confermato dalla quota, ancora maggiore, di coloro che anticipano l’acquisto nelle ultime due settimane di novembre approfittando della settimana degli sconti (60,7%). Leggermente in calo gli outlet e i mercatini e in aumento i punti di vendita del tipo «commercio equo e solidale».