I capricci di Di Maio porteranno alle auspicate elezioni ?

di Roberto Olivato

Continua la telenovela politica. Quando ormai sembravano chiusi i giochi, l’uscita di questo pomeriggio di Di Maio rimmetteva tutto in discussione, circa l’accordo col Pd. Ora Conte dovrà dimostrare la sua abilità di mediatore altrimenti la trattativa in corso fra 5Stelle e Pd potrebbe naufragare. Le motivazioni di Di Maio sono incentrate sull’accettazione del Pd dei venti punti del programma dei grillini, altrimenti tutto verrà messo in discussione con la possibilità di tornare al voto. Il puntare i piedi di Di Maio sembra però più una scusa, legata alla sua insistenza per la vice presidenza negata dal Pd. Quindi, a fronte del continuo diniego di Zingaretti alla vice presidenza al capo del Movimento, ha portato Di Maio ad alzare l’asticella e tirare al massimo la corda. Pertanto, anche se i 5Stelle vogliono fare apparire la possibile rottura delle trattative per motivi di programma, in realtà è solo questione di poltrona. Insomma ogni giorno si assiste a passi avanti ed indietro come in una danza macabra sull’orlo del precipizio. Non vorremmo essere nei panni di Mattarella che, dopo aver creduto di aver trovato la soluzione della crisi, si vede crollare il castello di sabbia su cui si erano basate le trattative Giallo-Rosse. Emerge da questi alti e bassi l’immaturità politica dei leader di Lega e 5Stelle, tanto da far rimpiangere i Governi della prima Repubblica. Il primo Salvini, per aver sprovvedutamente aperto la crisi ed il secondo Di Maio per far crollare prima ancora di nascere l’intesa col Pd, entrambi senza tener conto della pesante situazione che sta attraversando il nostro Paese a seguito di questo stallo. Adesso, come nel gioco dell’Oca si tornerà alla casella precedente ad oggi, gettando alle ortiche tutte le trattative concluse e quelle in corso. Riuscirà Conte a districare la matassa, dopo che la paventata rottura giunge proprio dal suo Movimento? Se però come sembra, gli ostacoli sono rappresentati dalle poltrone siamo messi male ed anche qualora dovesse nascere questa ibrida alleanza, i rischi che la convivenza duri poco sono sotto gli occhi di tutti a dimostrazione che la tanto decantata rinascita di Renzi da una parte e Grillo dall’altra alla guida dei rispettivi gruppi, si sta dimostrando una bufala di fronte ai capricci di Di Maio.