I furbetti del tavolino

di Roberto Olivato

Le incertezze, la poca chiarezza, l’ambiguità delle norme impartite dal Governo circa l’apertura di bar e ristoranti stanno facendo lievitare a Livorno la protesta fra gli addetti del settore. A fronte delle diverse volontarie chiusure di ristoranti, causate dal limitato spazio all’interno degli stessi che non permettevano il rispetto delle distanze stabilite dal Decreto sul coronavirus, si notano in città, un’altra parte di esercenti che, pur mantenendo aperte le proprie attività nel rispetto degli orari di apertura imposti dall’ordinanza governativa, sembrano essere incuranti del rispetto delle distanze ai tavoli dei vari avventori. Proprio questa indisciplina comportamentale è il motivo delle lamentele in atto da parte dei ristoratori che si stanno preparando ad una raccolta firme da sottoporre al Prefetto, dove chiederanno di applicare i controlli previsti nel rispetto del Dpcm ( decreto presidenza consiglio ministri). Nel corso della conferenza stampa di ieri 10 marzo, il sindaco Salvetti ha fatto sapere che a breve scatteranno i controlli presso tutte le attività commerciali che, se non in regola, oltre alla sanzione amministrativa in alcuni casi i titolari potrebbero rischiare il carcere. Effettivamente facendo un giro per la città dalla zona porto sino piazza della Repubblica, quindi senza andare molto lontano, si notano bar, gelaterie e pizzerie che servono ai tavoli senza alcun rispetto delle normative vigenti. Forse sarebbe ora che questi controlli scattassero, per non far proliferare i furbetti del tavolino.