Il Gonfalone di Livorno al Toscana Pride

 

di Roberto Olivato

Partirà per Siena il Gonfalone della città di Livorno per partecipare al “Toscana Pride” che il 16 giugno vedrà giungere nella città del Palio numerose associazioni che ” Per orgoglio e per amore” come riportato nella locandina appositamente creata per l’evento, manifesteranno con una grande parata, l’orgoglio lesbico, bisessuale, transessuale, queer, intersessuale, asessuale. Di pride in questi ultimi tempi a Livorno ci si riempie la bocca, è il caso di dire, cominciando dal Cacciucco Pride. Non ci sembra che in occasione dell’orgogliosa Cacciuccata, qualche comune si appresti a far giungere a Livorno un proprio labaro, ma Livorno ha deciso di presenziare al Toscana Pride con profondo orgoglio come il sindaco Filippo Nogarin ha tenuto a far sapere dalla sua pagina facebook: “ Il 16 giugno il Comune di Livorno sarà in prima fila alla manifestazione organizzata a Siena. Questa mattina in giunta abbiamo infatti deciso di approvare la delibera per concedere il patrocinio al Toscana Pride 2018 e abbiamo deciso di inviare il Gonfalone della città in piazza del Campo. Per prendere questa decisione ci abbiamo messo due minuti...” Sempre orgogliosamente il nostro sindaco si è vantato di aver preso tale decisione in pochi minuti. Ora, mentre ogni cittadino è libero di aderire a qualsiasi manifestazione in cui si riconosca per ideali, affinità, simpatia, condivisione di pensiero ed altro, per un’Istituzione pubblica far partecipare il proprio Gonfalone in rappresentanza di tutta la città, in questo caso Livorno, ad una manifestazione circoscritta ad una ben delimitata categoria di persone ci sembra esageratamente fuori luogo, senza voler considerare i costi. La stessa attenzione l’Amministrazione non la dimostrò , come riportammo già su queste colonne, per i ragazzi dell’Avac (Associazione di Volontariato Adolescenti Cancro ) che loro si, si riunirono orgogliosamente nel mese di febbraio in piazza Grande, in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, ma che non ricevettero non il Gonfalone riservato ad altri, ma nemmeno la visita di un messo comunale e questo la dice lunga sull’uso strumentale del Pride.