Il silenzio è d’oro, ma non per la Raggi

di Roberto Olivato

Il nostro quotidiano pur essendo a carattere locale, di fronte all’uccisione di un Carabiniere anche se avvenuta a Roma la sentiamo a noi vicina per l’Istituzione che esso rappresentava e pertanto ci permettiamo di parlarne. In un nostro precedente editoriale di questo pomeriggio, avevamo sottolineato come i nostri politici ci avessero riempito le orecchie di chiacchiere e sull’uccisione del vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, forse per non rimanere fuori dal coro, è intervenuta anche la sindaca Virginia Raggi che in un intervista a Repubblica,  ha imputato quanto accaduto, al basso numero di organico delle Forze dell’Ordine presenti nella capitale e pertanto ha accusato indirettamente il ministro dell’Interno Matteo Salvini di quanto avvenuto, causa carenza di personale. Quanto dichiarato dalla sindaca Raggi avrebbe dovuto avere un obbiettivo diverso, infatti più che a Salvini doveva rivolgersi all’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in vacanza a Marina di Cecina, gode di una scorta di due autisti per lui e due per la moglie, oltre a quattro uomini per garantire la sicurezza della struttura militare in cui saranno ospitati per 45 giorni. Come Napolitano quanti altri politici godono di siffatte scorte? Questo è quello che dovrebbe chiedersi la Raggi, che in un momento luttuoso come quello avvenuto ieri, ha ritenuto più opportuno buttarla in politica piuttosto che unirsi al dolore di una giovane neo moglie. Ci si sarebbe aspettati dalla prima cittadina di Roma delle parole di conforto e di sostegno alla vedova piuttosto che fredde parole di numeri, che la pongono lontana anni luce dal sentimento non solo dei romani, delle Forze dell’Ordine, ma di tutti gli italiani. Forse era meglio tacesse.