In rivolta i profughi di “Terra Ferma” in Venezia

di Roberto Olivato

In rivolta da questa mattina i profughi del centro di accoglienza situato in Venezia. Decine fra Poliziotti, Carabinieri e Guardia di Finanza in divisa ed in borghese in tenuta anti sommossa, controllano la situazione giorno e notte. Le proteste, sfociate a seguito di altri due casi Covid che hanno prolungato la quarantena, hanno portato i profughi a spaccare porte e finestre, arrivando a minacciare il parroco, direttore della struttura.

La sessantina di ospiti del centro, sono chiusi da circa quindici giorni ed oggi, quando avrebbe dovuto cessare la quarantena, ecco arrivare altri due tamponi positivi che hanno prolungato la chiusura per un’ennesima quarantena. La Venezia sembra ormai allo sbando e fuori controllo: i fine settimana strade e piazze invase da ciurme di giovinastri fra le cui fila lo scorso weekend si sono registrati due feriti ed ora con la protesta dei profughi il quartiere più caratteristico ed antico di Livorno sembra essere diventato terra di nessuno.

Purtroppo pare che nessuno sia in grado di frenare questo degrado così, dopo piazza Garibaldi, dove per la verità le Forze dell’Ordine sembra abbiano ripreso in mano la situazione, La Venezia nei fine settimana,  é protagonista di scorribande di ubriachi e drogati, sotto gli occhi impotenti degli abitanti obbligati a stare chiusi nelle loro case.