Una Venezia inascoltata chiede solo tranquillità

di Roberto Olivato

“Circa un paio di ore fa qualche “fenomeno” ha pensato bene d’imbrattare il basamento del Canapone appena restaurato in piazza XX settembre – queste le parole del sindaco Nogarin che ha aggiunto- l’ennesima manifestazione di arroganza, disprezzo per la città, per i monumenti e la storia di Livorno e per i soldi dei cittadini “. A questo deprecabile atto di vandalismo si aggiungono i vandalismi che i residenti del quartiere Venezia denunciano inascoltati da troppo tempo. Atti vandalici e di degrado con alcolizzati schiamazzi e minzioni sui portoni delle case,  che specie nei fine settimana si ripetono impuniti nel quartiere, a scapito di chi in quella zona ci abita. Perché non organizzare un posto fisso di polizia municipale almeno nei fine settimana, a fronte delle postazioni itineranti  dei “Punti di ascolto di Quartiere” in giro per la città? La regola vuole, o meglio vorrebbe,  che sia o fosse meglio prevenire che reprimere, quando ci si riesce. O forse non si vuole recare danno alle attività commerciali a scapito del quieto vivere dei residenti ? Un’amministrazione attenta alle esigenze dei propri cittadini, soprattutto in quartieri come la Venezia dove si concentra il più alto numero di locali dediti alla movida, oltre che presenziare ad inaugurazioni, incontri mondani a festeggiare i cittadini centenari, dovrebbe avere come obbiettivo la serenità e tranquillità dei suoi abitanti-contribuenti che, a parte i problemi della raccolta differenziata, dei caotici stalli blu, altro non chiedono in cambio che avere garantita almeno un po’ di tranquillità. E’ forse chiedere troppo?