Infanticidio

Ieri alle 15 è stato compiuto un delitto perfetto. Al piccolo Charlie Gard è stata staccata la spina che teneva accesa la macchina della ventilazione e quindi teneva accesa la vita del piccolo. Ucciso per soffocamento, da chi avrebbe dovuto salvargli la vita o quanto meno mantenerlo in vita sino alla morte naturale che, viste le condizioni, sarebbe arrivata prima o poi lasciando nel frattempo accesa una speranza. Invece no, medici e giudici si sono arrogati il diritto di decidere quando poter far morire un essere umano, rimanendo sordi agli appelli internazionali che imploravano di provare altre strade. L’infanticidio è ormai stato commesso e purtroppo non si può tornare indietro, ma pensiamo che la coscienza non potrà lasciare sereni questi uomini che in nome di leggi, hanno deciso di togliere di mezzo un essere umano. Alla stregua dei più sanguinari carnefici. Si, nella nostra malata società sta sempre più prendendo piede la legge di sopraffazione del più forte verso il più debole, dove prevale il bello in tutto e dove i sentimenti passano in secondo piano se intralciano la scienza della perfezione a tutti i costi. Oggi siamo circondati da palestrati, da modelle e chi non si adegua viene emarginato, perché quel che conta è la perfezione a tutti i costi. Bisogna risalire agli Spartani per trovare la morte programmata di bambini, sfortunatamente nati con imperfezioni e che pertanto venivano gettati giù dalla rupe. Oppure più vicino a noi Hitler, che in nome della razza ariana compiva stragi colme anche di cadaveri di tanti bambini. Oggi in un mondo in cui gli animali sono protetti da leggi che permettono loro di accedere a spiagge, ristoranti, negozi, in piena libertà e dove il maltrattamento o l’abbandono di uno di essi comporta anche il carcere, ebbene la vita di un bimbo passa in second’ordine, facendo prevalere gli esseri a quattro zampe su quelli a due gambe. Abbiamo perso la bussola o forse la dignità di chiamarci Uomini.
Roberto Olivato