Inps, inarrestabile il saccheggio dei privilegiati

di Roberto Olivato

Lungi da noi voler entrare nella diatriba fra il ministro dell’Interno Salvini e Boeri presidente dell’Inps, circa l’importanza o meno che rivestono gli immigrati sul mantenimento degli equilibri pensionistici. Grazie agli 8 miliardi di contributi da loro versati e ricevendone solo 3 in pensioni nelle casse dell’Inps resta un saldo attivo di 5 miliardi ed è per questo motivo che, secondo Boeri, è necessario incrementare la presenza di migranti nel mondo del lavoro che permetterebbero la sopravvivenza dell’intero sistema pensionistico. Come detto all’inizio non desideriamo addentrarci nella discussione politica in atto, ma ci permettiamo di far notare alcune anomalie presenti nella giungla pensionistica, dove magari a metterci mano potrebbero essere trovate risorse economiche ed alle quali desidereremmo avere qualche risposta.
In Italia vengono erogate 4488875 pensioni superstiti – dati Inps 2015- per la maggior parte vedove che ricevono circa il 60% di quello che sarebbe spettato al coniuge, il restante 40% dov’é ? Perché gli Assegni Cassa Integrazione, devono essere pagati dall’Inps ? Che fine fanno i contributi di coloro che deceduti o che cessano di lavorare non raggiungendo il minimo, non hanno diritto alla pensione ? Per quale motivo i sindacalisti devono ricevere una pensione privilegiata rispetto a tutti gli altri cittadini ? Poi vi è un’anomalia tutta italica rappresentata dall‘assegno sociale, perché anomalo ? Perché questo assegno é concesso al compimento del 65esimo anno di età oltre che a cittadini italiani anche agli stranieri, residenti in Italia almeno da dieci anni con permesso di soggiorno e con un reddito non superiore a € 5800,00. Dov’è l’anomalia ? Non certo che a percepirlo siano anche stranieri regolari, ma che una volta acciuffato l’assegno se ne tornano a casa loro e l’Inps continua a pagare. Poi il caso eclatante rappresentato dai lavoratori extracomunitari che possono percepire la pensione di vecchiaia, quindi raggiunti i 66 anni e sette mesi, anche con solo cinque anni di contributi,perché? Come si vede di stranezze, per usare un eufemismo,  su cui intervenire  anche in casa Inps ce ne sarebbero a sufficienza, intanto però il “saccheggio” dei privilegiati continua, a scapito di tutti i Pensionati.