La becera nostalgia del passato di sinistra

di Roberto Olivato

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” come sancito dall’art. 21 della Costituzione.

Il pensiero però non può travalicare il senso di rispetto, che si deve sempre avere verso i corpi di vittime di torture e sopraffazioni, a cui vennero sottoposte migliaia di italiani da parte dell’esercito di Tito in Jugoslavia.

Quanto scritto sul volantino incollato alla lapide di Largo delle Foibe, non solo oltraggia la memoria di quelle migliaia di vittime italiane, ma fa capire come anche a sinistra siano ancora vivi i sentimenti di rimpianto per un passato, in questo caso comunista, mai sopito ma addirittura rivendicato e giustificato.

Sono tutti pronti a contestare il saluto romano quale apologia di fascismo, staremo a vedere quanti interverranno per condannare quelle scritte che, fra le righe, racchiudono il rimpianto per il regime di Tito.

Un comunismo col quale, la classe politica di sinistra, ha da anni dichiarato di non avere più nulla a che fare.