La bianca colomba macchiata di sangue. L’intervista al vescovo

di Roberto Olivato

Era impensabile di dover apprendere notizie così tragiche nel giorno di Pasqua, quando migliaia di messaggini e video intrecciano l’etere con immagini sacre, ma anche con uova colorate, pulcini, colombe, comunque tutte immagini inneggianti la Resurrezione di Cristo, ebbene mai più avremmo pensato di leggere di 138 morti ed oltre 400 feriti nell’isola dello Sri Lanka. Molte delle vittime si sono avute nelle chiese nel corso delle celebrazioni eucaristiche per la Pasqua, dove con questi attacchi terroristici, di cui non si conosce ancora la matrice, si è riusciti a macchiare di sangue anche la bianca colomba della pace. Quello che è certo che questo attacco principalmente contro  i cristiani, è stato appositamente scelto, per avere la massima risonanza mondiale. Nel corso dell’omelia il vescovo Giusti accennando alla strage di cristiani, ha parlato di persecuzione come ai tempi degli antichi romani. Monsignor Giusti come spiega questo ennesimo attentato contro i cristiani? “Avere idee diverse è ammissibile, ma ammazzare la gente è il demonio che lo vuole. Non si uccide, non c’è religione che ammetta l’omicidio in questa maniera, sono cose gravissime a cui il mondo deve scatenarsi di fronte a tutto ciò, naturalmente con un’offensiva di pace. Si parla tanto di Libia, dell’Iran, ma di tutti i cristiani uccisi si parla poco- prosegue il vescovo-  in Pakistan, in Indonesia, come in Siria con una strage causata da grande forze occidentali per loro interessi personali. Tutte le stragi sono quasi sempre legate ad interessi internazionali e geopolitici e pertanto si ammazza la gente come fossero formiche”.