Reale paura ed insicurezza fra la gente, senza soffiare sul fuoco

di Roberto Olivato

A seguito dei fatti di criminalità che avvengono frequentemente in diverse parti della città, quali piazza della Repubblica, via Garibaldi, via Giordano Bruno, Coteto e Venezia, ci siamo presi la briga di andare a rileggere il programma dell’allora candidato a sindaco Luca Salvetti. Quali cronisti abbiamo ritenuto necessaria la rilettura, a fronte degli ultimi eventi di violenza e di vandalismo avvenuti, in alcuni quartieri della nostra città. “La forza di guardare oltre”, questo era il titolo delle sessantacinque pagine della propaganda elettorale di Salvetti e della coalizione che lo sosteneva. Il tema sicurezza trattato dalla pagina 27 alla pagina 31, tocca vari aspetti che partono dalla prevenzione, sino alla promozione del senso civico fra i giovani. Scorrendo attentamente i paragrafi leggiamo: “Occorre sviluppare un approccio scientifico alla conoscenza del territorio e dei suoi bisogni. Quanto più accurata sarà questa conoscenza, tanto più sarà possibile mettere in campo interventi mirati e verificarne l’efficacia”. Dagli ultimi fatti in Venezia, sembra che il territorio, dopo cento giorni, sia ancora un tabù per questa Giunta. Vediamo altri punti del programma “Siamo perfettamente consapevoli che nella popolazione si è diffuso un crescente sentimento di insicurezza, anche in città medio grandi qual è la nostra Livorno e soprattutto nelle fasce sociali più deboli, che abitano le zone a maggior concentrazione di disagio e che, in assenza di un ruolo attivo dello Stato, dispongono di minori risorse di autotutela. Le destre soffiano sul fuoco delle umane paure e le enfatizzano ad arte per giustificare sempre più gravi limitazioni delle nostre libertà e dei nostri diritti”. I fatti però dimostrano che non si tratta di enfatizzazione del problema, ma di tristi e drammatiche realtà vissute e subite dai cittadini, basta chiederlo agli abitanti ed alle suore della Venezia o agli abitanti di Coteto. Proseguendo in quello che era il programma si legge: La nostra città deve essere sicura e al contempo libera, aperta, civile. Potrà essere davvero sicura soltanto se sarà aperta, libera e civile. Negare il problema della concentrazione in alcune aree della nostra città di microcriminalità e degrado sarebbe un errore. Delle politiche per la sicurezza dobbiamo farci carico se non vogliamo che la destra abbia buon gioco a imporre le sue ricette sbagliate, buone a tenere viva la paura nelle persone ma non certo a risolvere i problemi”. A quanto pare la gente continua ad avere paura ed a tenerla viva sono gli atti di violenza e furti, a dimostrazione che non è un fatto di destra o sinistra, ma un reale problema sociale che a tutt’ora è mal gestito. Dulcis in fundo : “promuovere il senso civico, la cultura del diritto e la legalità tra i giovani”.  Inculcare il senso civico dovrebbe essere compito primario delle famiglie e della scuola, non certo di un sindaco. I giovani di oggi, che prima, durante e soprattutto dopo le movida si dilettano a sfasciare ogni cosa e ad abbandonare rifiuti non certo differenziati in ogni angolo della città, sono consci dell’impunità, garantita dall’assenza di chi é preposto al controllo del territorio, giungendo a cose fatte dopo lamentele, denunce e magari qualche ferito. Basterebbe una maggior presenza sul territorio specie nelle ore serali dei fine settimana e la presenza della Polizia Municipale, rappresenterebbe un deterrente anche verso i più scalmanati. A proposito, che fine hanno fatto i baschi rossi?