La frittata ormai è fatta!

di Roberto Olivato

E’ antipatico parlare della crisi politica in atto, mentre la gente è sotto gli ombrelloni cercando un refrigerio che continua a restare una chimera, ma purtroppo la situazione è talmente confusa ed incerta che riteniamo doveroso provare a capirci qualcosa per essere pronti ad ogni evenienza. Dopo la richiesta di sfiducia a Conte ed il minacciato ritiro dei ministri leghisti, Salvini, pur essendo ritornato sui propri passi rimangiandosi le suddette minacce, non sa più che pesci prendere. Una sorta di “avevo scherzato” pronunciata dopo che il leader leghista ha sbattuto il muso su una possibile alleanza 5Stelle-Pd. Purtroppo tutti questi tentennamenti salviniani hanno disorientato non solo gli alleati pentastellati e Conte, ma anche gli elettori del Carroccio, come riportano i sondaggi di ieri dove emerge un dato significativo e cioè che la Lega è retrocessa di due punti, passando dal 38% al 36,1%. Il calo di preferenze è dovuto alle titubanze ed ai passi indietro di Salvini che stanno disorientando il suo elettorato. Altro sbandamento quello di ieri 17 agosto, nei confronti di Conte verso il quale Salvini, pur avendolo sfiduciato, ha acconsentito alla richiesta del premier  di sbarcare i minorenni dalla Open Arms. Oppure la proposta a Di Maio di mettersi lui alla guida di un rimpastato governo Lega-5Stelle. Insomma una trottola di proposte e controproposte che testimoniano il disorientamento di Matteo Salvini, nei confronti della crisi da lui stesso voluta. Una cosa è certa e cioè che la mozione di sfiducia a Conte, ha risvegliato il sottobosco parlamentare che ormai si vedeva in relax su sdraio e lettini, riportandolo ad intrecciare accordi più o meno velati, in maniera trasversale pur di allontanare le minacciate elezioni e così ecco Renzi che, dopo essersi reso disponibile a sostenere i 5Stelle, ma avendo ricevuto un ni da Zingaretti ed un no da Calenda, ha allargato la partecipazione al nuovo governo anche a Forza Italia, con la scusa di un governo istituzionale, pur di non andare al voto visti i tempi prematuri per il suo nascituro nuovo Partito. Una matassa talmente intricata che forse anche lo stesso Sergio Mattarella avrà difficoltà a districare. Ma ormai la frittata è fatta e spetterà per primo a Conte, martedì 20 agosto, toglierla dal fuoco per salvarne almeno una parte, prima che si bruci tutta. Una frittata di spinaci, giallo-verde appunto.