La vittoria di Zingaretti ringalluzzisce l’elettorato Pd livornese

di Roberto Olivato

Mancano meno di 90 giorni alle amministrative livornesi ed i Partiti sono alle prese con liste ed alleanze. In città a parte un convegno  leghista sulla sicurezza, di altri partiti non si sente molto parlare. Al momento dalle segreterie sono usciti i primi nomi di candidati a sindaco Luca Salvetti per il Pd, Giulia Pacciardi Lega , Andrea Romiti Fdi e per Fi Federico Barbera. A questi nomi si aggiungono due candidati dell’ultima ora quali Ina Dhimgjini con la sua lista civica Livorno a Misura e Marco Bruciati in un’alleanza fra per Buongiorno Livorno e Potere al Popolo. Questo è quanto ad oggi è dato a sapere, anche se in realtà di qui al 26 maggio le danze di nomi ed alleanze riempiranno le segreterie non solo provinciali, ma anche nazionali, come il caso del centro destra dove sembra non piacere la solitaria candidatura leghista di Giulia Pacciardi e di Andrea Romiti per Fdi ed alle quali viene contrapposto Federico Barbera in rappresentanza della coalizione che in questi ultimi mesi si è imposta in Abruzzo e Sardegna. Staremo a vedere se anche a Livorno sarà trovata una sintesi delle tre posizioni assunte rispettivamente da Lega, Fi e Fdi.  Il problema non si pone nel centro sinistra. Ringalluzzito dalla vittoria di Nicola Zingaretti, il Pd scenderà in campo per riprendersi il maltolto del 2014. L’elezione del nuovo segretario Pd, segretario della Fgci (federazione giovani comunisti italiani) alla fine degli anni ’80 sino alla nascita del Pds, parlamentare europeo e presidente della provincia di Roma Ds e successivamente presidente Regione Lazio Pd, ha ridato fiducia all’elettorato che nel capitano di lungo corso,  ritrova lo spirito e l’unità dei “compagni” annacquati nel periodo renziano di questi ultimi anni e la voglia di tornare ad essere comunisti, ma “democratici” è molto forte nel rosso popolo che a Livorno, in occasione delle primarie del 3 marzo si è ritrovato unito assegnando a Zingaretti ben il 68% delle preferenze. Forte di questo sostegno, dopo la batosta del 2014 dove i 5Stelle si abbuffarono di consensi di sinistra, il Pd è pronto a svuotare di voti il contenitore del Movimento per riportarli tutti a casa. La vittoria alle primarie di Zingaretti ha forse rotto le uova nel paniere ai contendenti la poltrona di primo cittadino a Livorno. In questa atmosfera appare veramente improbabile una vittoria Leghista sull’onda delle ultime regionali e con una candidata sconosciuta ai più. Forse solo un centro destra unito, che però in cinque anni non ha saputo radicarsi sul territorio e farsi sentire come opposizione, potrà sperare in un ballottaggio che del resto a Livorno il Pci, Pds, Ds, a parte la parentesi grillina, non ha mai concesso.