Lacci e lacciuoli, Iss o Isis ?

di Roberto Olivato

Se sarà confermato quanto comunicato dall’Oms (organizzazione mondiale sanità) e cioè che la diffusione del coronavirus può avvenire anche attraverso l’aria e non soltanto con il contatto, dovranno essere riviste le misure guida per l’uso obbligatorio delle mascherine, come avviene nei Paesi asiatici. Lo ha fatto sapere il direttore responsabile dell’Oms, David Heymann, annunciando alla Bbc che “stiamo studiando le ultime evidenze”. Se e quando scatterà l’obbligo delle mascherine, visto come siamo messi attualmente in Italia, saremo in pieno caos. Oggi quelle poche persone, ma sono sempre troppe, che vediamo nelle strade indossano mascherine di varie fogge e colori ed alcune addirittura girano senza. In Lombardia pur avendo un’azienda in grado di produrre 900mila mascherine al giorno, con tessuti testati dal Politecnico di Milano, altre attendono alle frontiere, ma tutto é  fermo in attesa del benestare dell’Iss (Istituto superiore sanità). Non parliamo delle autocertificazioni che sono arrivate alla loro quarta edizione. Il cancro della burocrazia nel nostro Paese é più forte del virus, facendo passare in secondo piano la salute dei cittadini perché, se così non fosse, non si capisce il motivo per cui, oltre ai posti di blocco, non si pattuglino le strade con controlli più serrati, riducendo il numero di tanti imbecilli che con la scusa della spesa escono ogni giorno da casa anche senza alcuna protezione. Oggi dopo l’annuncio dell’Oms un controllo più massiccio del territorio andrebbe messo immediatamente in atto, sperando di non dover attendere ulteriori permessi dall’Iss, la cui elefantiaca burocrazia che lo distingue, contribuisce a vanificare in parte l’immane sforzo sostenuto dagli operatori sanitari. Questi lacci e lacciuoli, che ingessano ogni iniziativa mentre continuiamo a contare vittime sembrano, col rispetto dovuto per il Superiore Istituto, ostacoli posti più dall’Isis che dall’Iss.