Con i Si usciranno dalla porta per rientrare dalla finestra

Referendum: un Si demagogico in caso di prevalenza sui No, vedrà uscire dalla porta deputati e senatori per rientrare dalla finestra delle partecipate

di Roberto Olivato

Da mesi gli occhi e le orecchie sono puntati oltre che sulle Regionali, anche sul referendum circa la riduzione dei parlamentari che ci dicono, porterebbe ad un risparmio di circa 85 milioni annui. Purtroppo come sempre avviene in Italia, i referendum assumono un valore politico, pertanto la vittoria dei Si fungerebbe da stampella ai 5Stelle e di riflesso al Pd, soprattutto dopo le Regionali, che i sondaggi dicono essere a vantaggio del centrodestra. Ma è veramente così importante, finanziariamente, abbattere un terzo dei parlamentari? Attorno al Parlamento vivacchiano oltre 9000 partecipate pubbliche come riportato dall’Istat nel 2017, con 847mila addetti, pronte ad accogliere a braccia aperte i fuori usciti dal Parlamento. Il valore aggiunto per addetto delle imprese controllate è di 97.068 euro contro i 47.150 euro del totale imprese dell’industria e dei servizi. Partecipate che in molti casi diventano  dei carrozzoni pronti ad accogliere i trombati della politica, che così riusciranno a percepire gli stessi redditi e a volte anche di più. Pertanto molto probabilmente coloro i quali venissero defenestrati a causa della riduzione del numero di deputati e senatori, verrebbero accolti su ricche poltrone ed i cui lauti stipendi continueremo a pagarli sempre noi. Nel 2016 quando le partecipate pubbliche erano 9.240 unità,  6.576 erano attive (con 846.720 addetti, il 96,2% del totale). Mentre 998 erano le unità non attive che hanno presentato nel 2016 una dichiarazione contabile o fiscale (-8,7% rispetto all’anno precedente). Le controllate pubbliche hanno registrano nel 2016 perdite per circa 2 miliardi e 156 milioni di euro, che se li sommiamo agli stipendi dei dirigenti, gli 85 milioni di risparmio dei parlamentari fanno un baffo. Da questi dati si capisce come il referendum sia un bluff politico a servizio della costante politica demagogica dei 5Stelle. Una trappola in cui inaspettatamente e trasversalmente sono caduti partiti di destra e di sinistra. Una trappola per tutti, tranne che per Di Maio che nel Si al Referendum troverebbe un salvagente per il Governo, qualora il suo Movimento si annullasse alle Regionali.