Le silenti opposizioni

“Nei prossimi 7 anni i cittadini di Livorno dovranno versare ogni singolo giorno 15.655 euro per saldare il debito contratto da Asa tra il 1996 e il 2003. Dieci centesimi al giorno per ciascuno di noi, neonati compresi, che vanno a sommarsi ai 7.259 che abbiamo già versato ogni giorno negli ultimi 14 anni”. Queste sono le parole  usate lo scorso 5 luglio, per denunciare la pesante situazione in cui naviga Asa ed il debito che grava su ogni livornese. Dobbiamo ammettere che questa coraggiosa uscita del nostro primo cittadino, che ha tolto il coperchio ad una così pesante situazione debitoria, pone  la Giunta ed il Movimento 5Stelle di fatto vicina alla cittadinanza, dimostrando di curare  gli interessi della comunità. Dopo un triennio di silente operato, questo atto potrebbe forse rappresentare le basi per un rinnovo del mandato elettorale. Infatti, come in ogni città della nostra penisola, lo scollamento della politica dalla società civile è la primaria causa dell’allontanamento della gente dalle urne. La risposta di Asa alle parole del sindaco non si è fatta attendere ed in un comunicato ha ricordato “Nel corso degli anni Asa ha più volte sottolineato l’onerosità di quel finanziamento, chiedendo a Liri e alle amministrazioni comunali, che si sono succedute nel tempo, di rinegoziare il mutuo al fine di ottenere condizioni di maggiore equità. Ciò che è stato comunicato dal sindaco Nogarin riguardo al mutuo di Liri  – conclude la società- sembra andare in questa direzione e non potranno che conseguirne vantaggi per Asa e di conseguenza per la collettività in termini di maggiori investimenti o minore tariffa”. Seguiremo gli sviluppi di questa intricata vicenda, ma la domanda che sorge spontanea è questa: in quattordici anni come mai nessun partito delle opposizioni ha mai provato non si pretende a sollevare quel pesante coperchio, ma almeno a chiederne conto? Ma a Livorno è mai esistita un’opposizione degna di questo nome?

                                                                                                                                Roberto Olivato