L’Europa ha perso la verginità

di Roberto Olivato

Alla luce dei fatti emersi all’interno del Parlamento Europeo, dove alcuni parlamentari ed ex parlamentari sono stai beccati con le mani nella marmellata ed accusati di corruzione e riciclaggio, non c’é che da restare di stucco, usando un eufemismo.

Le mazzette rinvenute nelle abitazioni degli indagati e pagate dal Qatar per influenzare decisioni a suo favore, hanno portato alla luce il vaso di Pandora presente in quella che sino a qualche settimana or sono, sembrava essere la sede dell’immacolatezza Europea.

Nel firmamento del Parlamento Europeo come in tante altre Istituzioni sono presenti diversi lobbisti pronti a corrompere qualsiasi figura necessaria per raggiungere obbiettivi di Stati, Enti, Associazioni.

A seguito di quanto successo viene spontanea una domanda: quante leggi, normative e direttive emanate dal Parlamento Europeo sono realmente frutto di politiche dell’Unione o emanate sotto l’influenza di lobbisti di altri Stati che hanno influenzato scelte sull’agroalimentare, sul green, lgbt, automotive ? Quanti europarlamentari in faccende affaccendati sono ancora da scoprire?

Certo che a questo punto il sospetto che gli attacchi all’agroalimentare nazionale come le etichette a semaforo, la riduzione delle giornate di pesca, la limitazione del consumo di carne, siano stati pilotati da lobby, tramite l’uso di europarlamentari come per la vicenda del Qatar, ebbene il sospetto è forte e getta un’ombra sull’intera Istituzione europea, che d’ora in avanti non potrà pretendere di avere più quella verginità che l’autorevolezza istituzionale le garantiva.