L’imperversante improvvisazione

L’occupazione di un immobile è un atto illegale e su questo siamo tutti d’accordo, pertanto lo sgombero effettuato l’altro ieri dalla Forze dell’Ordine in via Indipendenza a Roma è stato un sacro santo intervento, dopo anni di occupazione abusiva da parte di circa seicento persone. Sin qui niente da dire, gli occupanti abusivi andavano assolutamente fatti sgombrare. Come avviene solitamente in queste occasioni i partiti hanno voluto dire la loro chi schierandosi con la Polizia e chi a favore dei profughi, che in buona parte erano rifugiati eritrei fuggiti, loro si, da una guerra che dura da quasi otto anni fra Eritrea e Gibuti. Fra le due fazioni di sostenitori il terzo se la ride, anzi dovrebbe piangere. Il terzo, che più che incomodo è risultato assenteista, è senz’altro il Comune di Roma che, nonostante una dichiarazione della Questura capitolina in cui si asseriva che l’intervento di Pubblica Sicurezza era stato un atto conseguenziale al rifiuto di accettare una sistemazione alloggiativa offerta dal Comune, che consisteva in alcuni posti letto ai profughi accampati nelle aiuole, viene da chiedersi come mai non sia stata identificata prima dello sgombro una soluzione alternativa che avrebbe evitato i tafferugli di questi giorni. Da un pò di tempo assistiamo a fatti sconcertanti, non solo a Roma. che per non farsi mancare nulla, dopo le dimissione del terzo assessore al Bilancio, ha preso in prestito l’omologo assessore della giunta grillina di Livorno. Abbiamo i terremotati che da più di un anno attendono il 90% della case promesse, nel frattempo nelle stesse zone le macerie presidiano i territori con quasi la totalità dei detriti, si parla del 96%, dopo che presidenti del Consiglio, ministri e commissari straordinari si erano sprecati in promesse per le quali, quelle si, siamo per fortuna da decenni tutti vaccinati. In questi ultimi anni dove si vive alla giornata, l’improvvisazione regna sovrana in una classe governativa ormai asfittica e senza idee, che per inerzia si avvia verso le politiche sperando in cuor suo che ci sia qualcuno che li sostituisca per risolvere i tanti problemi reali del Paese, ai quali gli attuali governati non hanno saputo dare risposte.

                                                                                                                  Roberto Olivato