L’onda lunga della voglia di cambiamento

 

di Roberto Olivato

Dopo il crollo del Pd, maggiormente marcato nelle tre province toscane di Massa, Pisa, Siena dove il centro destra ha fatto il pieno, molti politologi s’interrogano sul significato di questo voto e del perché di una batosta così pesante per il partito che in quelle tre province governava da molti decenni, a Siena addirittura da ben 74 anni. E’ senz’altro ancora presto, a meno di ventiquattr’ore dal voto, fare delle analisi sul risultato elettorale di queste amministrative che hanno interessato 2 milioni e 793mila elettori in 75 comuni e nel terzo municipio di Roma, due dati però balzano agli occhi di tutti: la scomparsa del Pd dalle tre province toscane tradizionalmente rosse e l’avanzata del centrodestra a trazione Lega. In entrambi i casi le due situazioni rispecchiano la realtà nazionale. Non era mai successo come in questo caso, che il Governo nazionale s’imponesse anche a livello locale. Qualsiasi compagine governativa, anche ai tempi della Dc, fosse stata presente a Roma non scalfiva minimamente le amministrazioni toscane di marchio Pci-Pds-Pd, pertanto il risultato di ieri è un fatto completamente nuovo: il cambiamento nazionale è stato desiderato anche dalle periferie. L’onda lunga del rinnovamento iniziato da Lega e 5Stelle, cominciato con l’abbandono del politichese, introducendo il linguaggio della gente comune, hanno permesso di trattare temi riguardanti i reali problemi della gente comune, le aspettative della gente comune, le preoccupazioni della gente comune, il futuro dei figli, dei pensionati e dei lavoratori della gente comune. Si, questo è il linguaggio che da tempo la gente voleva sentire. Alcuni “esperti” di politica dicono che quelli del Governo sono solo annunci che non porteranno da nessuna parte e forse potrebbe anche essere vero, però gli elettori che hanno più fiuto di molti sedicenti commentatori politici, hanno sentito aria di vero cambiamento e l’hanno voluta respirare in moltissime città. Una pia illusione? Un miraggio? E’ senz’altro presto per dirlo, ma una cosa é certa erano decenni che non si assisteva ad una partecipazione che, pur se bassa nei numeri causa anche la domenica di fine giugno, è stata intensa nel desiderio di cambiamento ed ha fatto riscoprire a molti il gusto della politica, quella vera, quella cioè che si è posta dalla parte del popolo e non più di lobby industriali, finanziarie, assicurative, bancarie e quant’altro.