L’unica certezza é quella della delinquenza

La quiete dopo la tempesta. La foto che pubblichiamo è quella di una piazza Grande tranquilla questa mattina sabato 2 settembre, dopo i fatti avvenuti ieri pomeriggio e cioè di una rissa fra extracomunitari. E’ stato il Capo della squadra mobile dopo un alcuni arresti di due tunisini in zona Garibaldi a ricordare come la Questura stia triplicando gli sforzi, per fare terra bruciata ai malviventi in ogni zona della città in cui essi si trovino a delinquere. Senz’altro l’impegno delle Forze dell’Ordine è più intenso ed i controlli si sono fatti sempre più pressanti con dispendio di uomini e mezzi, pari a quello di qualche anno fa quando non vi era ne allerta terrorismo, almeno a questi livelli di guardia, ne tanto meno una presenza così massiccia di extracomunitari a Livorno che, pur essendo sin dalla sua nascita una città multietnica, non aveva mai visto così tanta violenza nelle proprie strade. Lo spadroneggiare di bande a qualsiasi ora ed addirittura in pieno centro e nel pomeriggio di un venerdì qualunque, dove mamme con bambini, anziani e tanti ragazzi si ritrovano per lo struscio in piazza Grande il salotto cittadino, la dice lunga sull’ impunibilità che questi delinquenti sanno di avere garantita da leggi permissive. Non è lo Stato che manca territorialmente, ben rappresentato da tutte le Forze di Polizia che presidiano il territorio, anche se fra mille difficoltà, quello che manca è lo Stato centrale parlamentare e governativo, che non è in grado di circoscrivere ed annullare con leggi speciali un fenomeno che di giorno in giorno, sembra sfuggire di mano. Si dirà che non occorrono leggi speciali, che la nostra democrazia è forte e tante altre belle parole con le quali ci hanno abituati a convivere, intanto in ogni città cresce il malcontento che non è razziale sia ben inteso, ma un malcontento verso una classe dirigente inadeguata ad attuare provvedimenti capaci di ridimensionare il fenomeno strisciante di una delinquenza sempre più straniera, che spavaldamente usa la violenza per conquistare spazi nel sottobosco cittadino, non avendo scrupoli a mettere a repentaglio l’incolumità di tanti onesti e tranquilli livornesi. A quando una seria certezza della pena?

                                                                                                                                                                     Roberto Olivato