Mascherine col contagocce, proteste di edicolanti e cittadini

 di Roberto Olivato

E’ il secondo giorno di distribuzione delle mascherine presso le edicole, che secondo la Regione avrebbe dovuto risolvere il problema di approvvigionamento. In realtà, stando alle dichiarazioni degli stessi edicolanti, ma anche dai commenti della gente, ci si rende conto che anche questa nuova trovata non funziona. A spiegarcelo uno dei quattro edicolanti di piazza Grande che ha esposto il cartello “No mascherine” : ” Ho deciso di non prenderne più, innanzitutto perché la dotazione di 1000 mascherine al giorno é insufficiente e finiscono in meno di un’ora.” Quindi questa mattina lei ne é sprovvisto “Assolutamente si, perché oltre a non guadagnarci nulla, mi prendo anche tanti vaffa…da gente ignorante che pretende le confezioni anche quando dico loro che sono terminate.” Sempre in piazza Grande all’edicola vicina alla farmacia comunale già alle 7,30 c’era la coda, stessa scena a quella di fronte. 
” Ieri alle 9 erano già finite perciò questa mattina sono venuto  alle 7, ma non sono ancora arrivate- ci dice un assonnato Mario- era meglio che stavo a letto” . A spiegare il motivo delle code è il titolare di quell’edicola che ha anche esposto un cartello che ricorda come gli edicolanti siano in attesa del rinnovo del contratto da ben 12 anni Al sabato mattina il furgone della stampa, oltre a consegnare i quotidiani ci porta anche le riviste e pertanto le scatole con le mascherine non hanno trovato posto, quindi saranno consegnate più tardi in un secondo giro”. Effettivamente la soluzione tanto decantata dal governatore Rossi, nella pratica si sta rivelando un buco nell’acqua e rischia di creare assembramenti in prossimità delle edicole, come documentano le foto. Dopo la consegna porta a porta da parte dei Comuni, la distribuzione nelle farmacie ed oggi con le edicole, tutti tentativi che, a parte il porta porta però impegnativo ed oneroso per i Comuni, farmacie ed edicole si sono dimostrate insufficienti e poco idonee a soddisfare le reali esigenze della cittadinanza. Forse la strada più semplice sarebbe stata quella di spedirle per posta, l’unico sistema che non si capisce il perché non sia ancora stato usato. Ma da quando é iniziata questa malefica pandemia, l’improvvisazione regna sovrana.