Non è questione di soldi, ma di rispetto !

di Roberto Olivato

Leggiamo su Il Tirreno di oggi 7 giugno con piacere, ma anche con rammarico, che la situazione di degrado al cimiero della Misericordia non è cambiato anzi è peggiorato, da quando il 20 aprile pubblicammo su IlRuspante.news un articolo su segnalazione di una nostra lettrice. Raccontavamo in quell’articolo di quanto le erbacce avessero preso il sopravvento su tombe e croci, tanto da impedirne l’identificazione da parte di coloro vi si recassero per un saluto ai propri defunti. Quanto pubblicato oggi da Il Tirreno rafforza la nostra linea editoriale che punta sulla sollecitazione degli Enti preposti ad intervenire in tutte quelle aree

 

cittadine lasciate all’abbandono più totale. Una città come Livorno, ma in realtà tutte le città e nel caso specifico i cittadini livornesi non meritano veder trattati i loro cari in questo modo barbaro. Mentre si è pensato a rinnovare il verde in piazza Municipio  piantando  nuovi alberi, già tutti ormai seccati, nessuno ha pensato a buttare un occhio all’interno del cimitero della Misericordia, dove il verde ha preso il sopravvento su tutto e dove zone transennate impediscono l’accesso per un omaggio floreale sulle tombe dei propri cari. Il responsabile della gestione cimiteriale della Misericordia sembra essere presente solo il 27 del mese per ritirare lo stipendio e nulla più. In quel cimitero, la cui prima pietra venne posta il 30 aprile 1843, sono presenti fra le altre le tombe di Pietro Mascagni, di Carlo Azeglio Ciampi, di tutti i vescovi della nostra Diocesi fra i quali Alberto Ablondi e di tante altre migliaia di livornesi dei quali sembra non interessare niente a nessuno. Sono note le difficoltà economiche nelle quali la Misericordia cerca di gestire le opere di restauro di diverse costruzioni pericolanti all’interno del cimitero, quindi il problema non è di oggi ma si trascina da diversi anni, pensiamo però che il taglio dell’erba non necessiti di finanziamenti, ma solo di buona volontà nel r i s p e t t o che si deve ai defunti ed ai loro famigliari. Se tutto ciò dipendesse da carenza di personale, invitiamo la Misericordia a farsi prestare le pecore da Virginia Raggi !